Villa Grazia, i sindacati (anche la Cimop) chiedono un incontro alla Regione Lazio

Fp Cgil, Uil Fpl Roma e Cimop Lazio chiedono un vertice urgente con i massimi livelli della Regione Lazio per il caso di Villa Grazia. La struttura è stata oggetto di una riorganizzazione che, da progetto sperimentale di assistenza ai malati di Alzheimer o altre sindromi dementigene, ha portato alla riconfigurazione della struttura in conformità con l’offerta regionale di assistenza extraospedaliera in struttura accreditata per 30 posti letto di assistenza a persone non autosufficienti, anche anziane per disturbi Cognitivi Comportamentali anche gravi, con successiva contrattualizzazione delle prestazioni. Successivamente, la struttura è stata inserita nell’elenco dei soggetti erogatori per le attività di cure domiciliari e accreditata per 100 posti ed è in attesa della contrattualizzazione delle prestazioni e dell’effettivo avvio delle prestazioni di assistenza domiciliare, che, com’è noto, doveva avvenire nel secondo semestre del 2019 ma presumibilmente avverrà nei primi mesi del 2020.

E’ evidente che l’iter di riconduzione della struttura all’interno del regime di accreditamento, senza dubbio doveroso, ha comportato per la Casa di Cura, che rappresenta un nodo fondamentale per la stabilizzazione dei pazienti con deficit cognitivi che poi vengono ricollocati presso altre strutture, un periodo di difficoltà economica, anche per disorganizzazione da parte aziendale, osservano i rappresentanti delle tre organizzazioni sindacali Giulia Musto (CGIL FP Roma Lazio), Domenico Frezza (UIL FPL Roma Lazio) e Stefano Neri (Cimop Lazio).

“Nel corso degli ultimi anni, infatti, sono stati accumulati ingenti crediti nei confronti dei lavoratori dipendenti perché l’amministrazione non è riuscita a far fronte alla copertura di tutte le spettanze, in particolare nei periodi in cui oltre alla retribuzione mensile ci sono il premio di produzione e la tredicesima mensilità; inoltre, la mancata liquidità dell’azienda e la discontinuità del pagamento delle prestazioni dei medici liberi professionisti, chiaramente, pone la struttura in difficoltà nel reperire personale medico disposto alla copertura dei turni di guardia. Nel corso dell’ultimo incontro l’Azienda ha rappresentato un quadro ormai di difficoltà estrema che porta al vaglio di ogni ipotesi. Non può sfuggire che la situazione rischia di precipitare da un momento all’altro con potenziali ricadute sull’assistenza degli ospiti della struttura e sui livelli occupazionali. Pertanto, queste Organizzazioni Sindacali chiedono un incontro urgente al fine di valutare, nel rispetto della normativa vigente e dell’iter di riorganizzazione del settore delle cure domiciliari, soluzioni che possano garantire la prosecuzione dell’attività, salvaguardando la competenza ed il valore della struttura a tutela dell’utenza e del personale che vi opera”.

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