Vi racconto (da Bruxelles) l’Unione Europea e la sanità

di Luigi Morgano

Deputato al Parlamento Europeo

Sempre più spesso mi sento rivolgere domande sul ruolo e sulle competenze dell’UE rispetto a varie questioni. La frase “Lo vuole l’Europa” è stata più volte citata da rappresentanti di istituzioni, forze politiche e sociali, commentatori per accreditare, presso l’opinione pubblica, l’esigenza di approvare un provvedimento, una normativa; o, al contrario, per non procedere. Se poi il discorso si focalizza sui temi del welfare e, in particolare, della sanità, è nota e documentata l’assoluta rilevanza e l’impatto che essi hanno nelle decisioni dei cittadini europei, comprese le consultazioni, vedi Brexit. Non è perciò per nulla eccentrico chiedersi quale sia la situazione odierna, in tema di competenze, fondamenti giuridici, iniziative in essere sulla questione: Unione europea e sanità.

LA SANITÀ NEL TRATTATO DI LISBONA

Il trattato di Lisbona ha rafforzato l’importanza della politica sanitaria statuendo che, «nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche e attività dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana». L’obiettivo deve essere raggiunto mediante il sostegno dell’Unione Europea agli Stati membri nonché favorendo la cooperazione. La responsabilità primaria per la tutela della salute e, in particolare, per i sistemi sanitari rimane degli Stati membri.

Tuttavia all’UE spetta un ruolo importante nel miglioramento della sanità pubblica in termini di prevenzione e gestione delle malattie, limitazione delle fonti di pericolo per la salute umana e armonizzazione delle strategie sanitarie tra gli Stati membri. L’UE ha attuato positivamente una politica globale mediante la strategia sanitaria «Salute per la crescita» e il suo programma d’azione (2014-2020), nonché un corpus di diritto derivato.

L’attuale assetto istituzionale a sostegno dell’attuazione comprende la Direzione generale della salute e della sicurezza alimentare (DG SANTE) della Commissione e alcune agenzie specializzate, in particolare il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e l’Agenzia europea per i medicinali (EMA).

LA BASE GIURIDICA

La base giuridica si fonda sull’Articolo 168 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea (TFUE), da cui derivano i tre obiettivi strategici della politica sanitaria dell’UE. Promuovere un buono stato di salute: prevenire le malattie e incoraggiare stili di vita sani, affrontandole problematiche della nutrizione, dell’attività fisica, del consumo di alcool, di tabacco e di droghe, dei rischi ambientali e delle lesioni da incidenti. In questo quadro, con l’invecchiamento della popolazione anche le esigenze sanitarie specifiche degli anziani richiedono maggiore attenzione. Proteggere i cittadini dalle minacce per la salute: rafforzare la vigilanza nonché la preparazione alle epidemie e al bioterrorismo migliorando altresì la capacità di reagire alle nuove sfide per la salute. Sostenere sistemi sanitari dinamici: aiutare i sistemi sanitari degli Stati membri a raccogliere le sfide poste dall’invecchiamento della popolazione e dalle crescenti aspettative dei cittadini, nonché dalla mobilità dei pazienti e degli operatori sanitari.

GLI ESITI

La politica sanitaria dell’Unione, partendo dalle disposizioni in materia di salute e sicurezza, si è successivamente sviluppata in coerenza con la libera circolazione delle persone e dei beni all’interno dell’UE. Nel contesto delle misure di armonizzazione finalizzate alla creazione del mercato interno, il fondamento delle proposte nel settore della salute e della sicurezza è stato perseguito come elevato grado di protezione. Diversi fattori, tra cui la crisi dell’encefalopatia spongiforme bovina (BSE) alla fine del XX secolo, hanno fatto sì che la salute e la protezione dei consumatori acquisissero una posizione di primo piano nell’ambito dell’agenda politica.

La Direzione generale della salute e della sicurezza alimentare della Commissione ha reagito assumendo il coordinamento di tutti i settori legati alla sanità, anche per quanto concerne i farmaci. Il consolida- mento di agenzie specializzate, come l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e la creazione di un Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), sono emblematici del crescente impegno dell’Unione europea in materia di politica sanitaria. La sanità pubblica oggi beneficia delle iniziative intraprese in diversi settori di intervento quali, tra gli altri, l’ambiente e l’alimentazione. Anche l’entrata in vigore della normativa REACH (per la valutazione e la registrazione delle sostanze chimiche) e l’istituzione dell’Autorità euro- pea per la sicurezza alimentare (EFSA) sono indice degli sforzi multidisciplinari volti a migliorare la salute dei cittadini dell’Europa.

GLI ULTIMI SVILUPPI

Negli ultimi anni le istituzioni si sono concentrate su tre dimensioni chiave.

Consolidamento del quadro istituzionale

Il ruolo del Parlamento, in qualità di organo decisionale (in codecisione con il Consiglio), è stato rafforzato per quanto concerne gli ambiti della sanità, del- l’ambiente, della sicurezza alimentare e della protezione dei consumatori. Sono state perfezionate le modalità di avvio delle iniziative legislative da parte della Commissione grazie a procedure standardizza- te di consultazione inter-servizi, a nuove norme di comitatologia e al dialogo con società civile ed esperti. È stato altresì rafforzato il ruolo delle agenzie (EMA, ECDC, EFSA), più specificamente con l’istituzione, nel 2005, dell’Agenzia esecutiva per la salu- te e i consumatori (EAHC), incaricata di dare attuazione al programma dell’UE in materia di sanità.

Necessità di rafforzare la capacità di risposta rapida

Si ritiene ormai essenziale che l’Unione europea disponga di una capacità di risposta rapida che le consenta di reagire in maniera coordinata alle gravi minacce sanitarie, in particolare alla luce del pericolo – già richiamato – rappresentato dal bioterrorismo e della possibile diffusione di epidemie su scala mondiale in un’epoca in cui la rapidità dei trasporti, a livello globale, agevola la diffusione delle malattie.

Esigenza di coordinare meglio la promozione della salute e la prevenzione delle malattie

L’obiettivo è quello di affrontare le principali cause alla base dei problemi di salute legati agli stili di vita personali e a fattori economico-ambientali (inquinamento da pesticidi, metalli pesanti, interferenti endocrini). Ciò comporta, in particolare, uno stretto coordinamento con altri settori di intervento dell’Unione europea quali l’ambiente, i trasporti, l’agricoltura e lo sviluppo economico. L’obiettivo implica una più stretta consultazione di tutte le parti interessate nonché un’apertura e una trasparenza maggiori nell’ambito del processo decisionale.

IL RUOLO DEL PARLAMENTO EUROPEO

Il Parlamento ha sistematicamente promosso l’instaurazione di una politica coerente in materia di sanità pubblica, adoperandosi in maniera attiva per rafforzare e promuovere la politica sanitaria mediante una lunga serie di pareri, studi, discussioni, dichiarazioni scritte e relazioni di iniziativa su una vasta gamma di questioni tra cui: la strategia sanitaria dell’UE, le radiazioni, la protezione dei pazienti sottoposti a terapie o misure diagnostiche, le statistiche e le informazioni sanitarie, il rispetto della vita e l’assistenza ai malati terminali, una Carta europea dei bambini degenti in ospedale, i determinanti della salute, la ricerca nel campo delle biotecnologie, compresi i trapianti di cellule, tessuti e organi, le malattie rare, la sicurezza e l’autosufficienza per quanto riguarda la fornitura di sangue per trasfusioni e altri scopi medici, il cancro, gli ormoni e gli interferenti endocrini, i campi elettro- magnetici, le droghe e la loro incidenza sulla salute, il tabacco e il fumo, il cancro al seno e la salute delle donne, le radiazioni ionizzanti, la «tessera sanitaria europea» (indicante dati medici essenziali comprensibili per qualsiasi medico), la nutrizione e la dieta nonché la loro incidenza sulla salute, la BSE e le sue conseguenze nonché la sicurezza alimentare e i rischi per la salute, la sanità elettronica (e-health) e la telemedicina, la resistenza agli antibiotici, le bio- tecnologie e le loro implicazioni mediche, i dispositivi medici, l’assistenza sanitaria transfrontaliera, il morbo di Alzheimer e altri tipi di demenza, le medi- cine alternative e i rimedi erboristici, la preparazione all’eventuale influenza pandemica, la resistenza antimicrobica, le terapie avanzate.

COSA SOSTIENE L’ATTUALE PROGRAMMA DI AZIONE COMUNITARIA?

La strategia sanitaria dell’Unione «Insieme per la salute» sostiene la strategia generale Europa 2020, che punta a trasformare l’Unione europea in un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva capace di promuovere la crescita per tutti. Per realizzare questo obiettivo, la buona salute della popolazione è un requisito fondamentale. Nel 2014 è stato avviato il terzo programma sanitario, volto a promuovere la salute in Europa incoraggiando la cooperazione tra gli Stati membri dell’Unione, onde migliorare politiche sanitarie per i cittadini e incentivare la condivisione delle risorse.

Il programma è denominato «Salute per la crescita» e interessa il periodo dal 2014 al 2020. Il programma è il risultato del buon esito dei negoziati tra Commissione, Parlamento e Consiglio su tre questioni principali: la dotazione di bilancio; le modalità di approvazione dei programmi di lavoro annuali; il cofinanziamento delle azioni comuni intese a creare incentivi per una migliore partecipazione degli Stati membri dotati di meno risorse. La dotazione finanziaria complessiva è pari a quasi 450 milioni di EUR. Tra l’altro, fra il 23 novembre 2016 e il 23 febbraio 2017, la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per la valutazione di medio termine del sopracitato Programma.

Sono stati invitati a partecipare alla consultazione cittadini e organizzazioni interessate alla salute pubblica e ai sistemi sanitari in Europa. L’obiettivo è stato quello di assicurare che, oltre alle organizzazioni e agli individui direttamente coinvolti o beneficiari del programma, diversi gruppi di interesse, così come il pubblico in generale, potessero dare un’opinione sulle performance del programma stesso e sulle future priorità da attuare.

I PAZIENTI DELL’UE POSSONO ATTRAVERSARE LIBERAMENTE I CONFINI ALLA RICERCA DI MIGLIORI O PIÙ VELOCI CURE MEDICHE?

La direttiva 2011/24/UE sui diritti dei pazienti nella sanità all’estero stabilisce il quadro legale per i pazienti alla ricerca di cure fuori dai loro paesi d’origine, con l’intento di migliorare la sostenibilità dei sistemi sanitari.

Tutti gli ospedali a gestione pubblica o privata riconoscono il grande potenziale della Direttiva transfrontaliera, con un particolare interesse per la riduzione delle liste d’attesa e il miglioramento degli standard delle cure. Ad oggi, l’applicazione della Direttiva è limitata da una serie di problemi, sperimentati da tutti i paesi UE. Il report sulla situazione attuale della Direttiva sulla Sanità Transfrontaliera, pubblica- ta dalla Commissione Europea alla fine del 2015, ha riportato che i principali ostacoli sono costituiti da:

• la scarsa conoscenza dei propri diritti da parte dei cittadini più poveri e la mancanza di informazioni chiare, strutturate e comprensibili per i pazienti;

• la mancanza di cooperazione e comunicazione con i Ministeri ed i Punti di contatto nazionale;

• “il fardello” amministrativo e i tempi di gestione delle richieste;

• la barriera linguistica;

• le basse tariffe di rimborso;

• l’obbligatorietà di una precedente autorizzazione per trattamenti speciali ed ospedalizzazione.

Peraltro, l’uso della sanità all’estero non è un fenomeno nuovo, ma, sia l’evoluzione globale nei flussi di pazienti e di pratiche sanitarie, sia l’avanzamento della tecnologia medica oltre i confini nazionali, hanno cambiato il modo in cui i servizi sanitari sono offerti ai pazienti. Alcune regioni transfrontaliere stanno funzionando bene (Benelux) in quanto hanno una lunga tradizione. Alcuni altri paesi stanno provando ad attrarre pazienti stranieri, offrendo servizi altamente specializzati a bassi prezzi (riabilitazione in Portogallo). Parlando delle motivazioni, la necessità è molto spesso la prima ragione: chiunque, infatti, preferirebbe essere ben curato nel proprio paese, con il supporto familiare e amicale.

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