Vertenza Sud, la mobilitazione di Napoli

Le organizzazioni sindacali dei medici non intendono essere spettatrici passive del declino inesorabile della Sanità sottoposta a continui e pesanti tagli. Sotto questi auspici si è svolta la manifestazione di sabato 20 febbraio a Napoli presso il Centro Congressi della Stazione Marittima.
La manifestazione, denominata “VERTENZA SALUTE SUD” è il frutto del lavoro del’APM (Alleanza Professione Medica) che riunisce tutte le sigle sindacali dei medici – Cimop compresa – con l’obiettivo di manifestare la volontà di ricostruire insieme la Sanità. La manifestazione fa parte di un trittico che prevede altre due tappe: una al Centro e l’altra al Nord.

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“La partecipazione dei medici é stata veramente considerevole a dimostrazione di quanto siano sentiti questi temi trasversalmente nell’ambito della professione medica”, ha spiegato Pietro Ottomano, vicesegretario nazionale Cimop, con delega per il Sud Italia il quale ha guidato una delegazione a cui hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti sindacali della sezione Cimop Campania e il segretario di Cimop Puglia, Michele Venturo.
I relatori che si sono susseguiti hanno raccontato le criticità della loro branca nel proprio territorio con commenti, contestazioni e proposte che sono risultate essere comuni a tutti.

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Così la sanità finisce in mano a liquidatori fallimentari

Il risanamento dei conti pubblici non può e non deve passare attraverso la violazione del dettato costituzionale che sancisce il diritto alla salute riducendo le prestazioni sanitarie ai cittadini. I tagli al Ssn producono solo diseguaglianze sociali ed incrementano disoccupazione e povertà. Due principi inalienabili della nostra Costituzione che vengono così disattesi: il diritto alla tutela della salute ed il diritto al lavoro. Essere curati secondo i bisogni costituisce un limite etico, civile e sociale oggi fortemente minacciato e, da qualche parte del nostro Paese, già pericolosamente travalicato.
L’attuale realtà dei vari Sistemi Sanitari Regionali non garantisce una omogenea esigibilità del diritto alla salute in tutto il Paese. I medici auspicano il ritorno ad SSN unico, unitario e forte, capace di rilanciare a pieno la centralità della professione medica in modo che i bisogni dei malati ed i valori professionali, e non la struttura finanziaria, devono essere i motori delle scelte strategiche.

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L’appropriatezza clinica é un valore intrinseco alla professione al quale la categoria non intende rinunciare, ma nemmeno subire attraverso atti calati dall’alto. Oggi, sulla base del Decreto Ministeriale, Regioni ed Aziende invadono l’autonomia e la responsabilità professionale dei medici, per amministrare i loro atti clinici ed imporre ai cittadini prestazioni standardizzate con un generalizzato aumento del ticket. Il decreto va ritirato in toto e non si possono accettare riletture e rimaneggiamenti.
La riduzione dei posti letto, oggi al di sotto della media europea, provoca aumento delle liste di attesa e sovraffollamento dei Pronto Soccorso. Occorre delineare chiaramente il percorso politico, organizzativo e culturale capace di realizzare il necessario equilibrio ospedale-territorio attraverso una efficace messa a sistema di diverse modalità assistenziali governate dalla centralità della professionalità dei medici.
Un paese che cambia ha bisogno di un Ssn nuovo, centrato sul capitale umano, e di nuovi modelli di sviluppo sanitario e sociale. I medici non intendono lasciare il progetto del futuro della nostra salute ad interessati liquidatori fallimentari, ma riconquistare uno spazio politico come interlocutori e come soggetto negoziale, parte della soluzione per garantire una assistenza efficace ad un costo minore.

                                                                      Pietro Ottomano (vice segretario nazionale Cimop – Sud Italia)