Tre super direttori per la sanità toscana

di Michele Bocci da repubblica.it

Ci saranno comunque tre super direttori nella nuova sanità toscana. Anche se è stato bocciato l’emendamento che avrebbe dato la possibilità di creare solo tre Asl per tutta la Toscana, il governatore Rossi e l’assessore Marroni non arretrano. E nella riforma pensano ad creano sì sei aziende, tre sanitarie e tre ospedaliere (più il Meyer), ma comunque non rinunciano ad un coordinamento di area vasta che resterà in mano ad un dirigente esterno. E così se in futuro, come si augurano in Regione, si riuscirà davvero a modificare la legge nazionale il sistema sarà pronto al passaggio alle tre super Asl. Del resto Rossi lo ha detto appena qualche giorno fa: «I ministeri hanno bloccato la riforma per le pressioni di atenei e sindacati medici. Ma noi andiamo avanti, sicuri che alla fine ci seguiranno tutti. E che la normativa sarà cambiata».

La riforma è scritta in una delibera approvata all’inizio della settimana ma non ancora resa pubblica perché la giunta ha chiesto alcune modifiche. Le Asl di ogni area vasta (Firenze, Siena e Pisa) si uniranno e affiancheranno le tre aziende ospedaliere. Ma non ci si fermerà qui. In ogni area vasta i due direttori dovranno rispondere ad un terzo direttore (e non saranno consorziate come si riteneva), che si occuperà della programmazione dell’attività e deciderà quali dipartimenti fare e chi nominare come responsabile. I dipartimenti di area vasta sono una delle più importanti novità. Si tratta di strutture professionali entro le quali saranno inseriti i vari medici delle singole specialità (chirurgia, ortopedia, medicina interna, oncologia per fare degli esempi). A loro e al super direttore spetterà il compito di omogeneizzare il sistema e produrre risparmi proprio grazie alla razionalizzazione. Bypassando per certi versi le due aziende dell’area.

Per quanto riguarda la fusione delle Asl, uno dei passaggi più delicati, si è deciso di iniziare commissariando le aziende. Ci vorrà circa un anno, secondo le stime dell’assessorato, per portare a termine l’operazione. Contemporaneamente anche le aziende ospedaliere, pur rimanendo immutate, dovranno mettere in pratica dei cambiamenti organizzativi perché il lavoro con le nuove super aziende sia omogeneo. Su tutto sorveglieranno i tre super direttori, che avranno il compito di dire come sviluppare l’attività assistenziale e di assicurarsi che sia ben coordinata. Con loro lavoreranno alcuni collaboratori, una struttura comunque piuttosto agile messa a disposizione dalla Regione oppure dalle aziende stesse.

Ci saranno decisioni da prendere riguardo agli uomini al centro della riforma. Se è certo che i direttori delle aziende ospedaliere non cambieranno, si dovrà decidere chi mettere a capo delle nuove Asl e soprattutto andranno scelti i super direttori. Il tutto nel giro di pochi mesi.
Con l’avvio della super riforma e il prolungamento di un paio di mesi della legislatura il ruolo dell’assessore Marroni e della sua squadra di tecnici resterà centrale fino all’ultimo, e sarà ben più significativo di quello che ci si attendeva appena qualche mese fa. E chi lo succederà (ad ascoltare tutte le indiscrezioni l’attuale vicepresidente Stefania Saccardi) si troverà un gran pezzo del lavoro sulla riforma già fatto. E non è detto che questo gli faccia molto piacere.