Sanità, per il Piemonte oltre 150 milioni in meno

da LaStampa.it del 5 dicembre 2014

Tra 150 e 160 milioni. Sono le risorse di cui dovrà fare a meno la Sanità piemontese nel 2015. Così come quelle delle altre Regioni, ciascuna per la sua quota parte: l’estrema rinuncia accettata dai governatori per evitare conseguenze peggiori a seguito dei 4 miliardi di tagli previsti dal governo nella legge di stabilità. Ieri la conferma da Roma, dove si è riunita la Conferenza Stato-Regioni.

Compromesso con Roma

Di fatto, anche in Piemonte viene meno l’incremento del Fondo sanitario nazionale previsto nel triennio 2014-2016 dal Patto per la Salute sottoscritto ad agosto tra Regioni e governo dopo anni di stallo: 109 miliardi 928 milioni per il 2014; 112 miliardi e 62 milioni per il 2015; 115 miliardi e 44 milioni per il 2016.

Niente fondi aggiuntivi

Restando al Piemonte, il venir meno dell’aumento – che l’assessore Antonio Saitta, messo sull’avviso dalle voci circolate negli ultimi mesi, aveva prudenzialmente scalato dalle entrate previste – significa l’allineamento (al ribasso) dei finanziamenti attesi nel 2015 con quelli del 2014. In altri termini, l’anno prossimo il nostro sistema sanitario potrà contare sugli stessi trasferimenti di quest’anno: 8 miliardi. Trasferimenti statali, dato che la Regione non è più in condizione di contribuire. Non solo: il piano predisposto dall’assessore per riportare i conti sotto controllo prevede di risparmiare nel 2015, sugli 8 miliardi in questione, un centinaio di milioni da investire in nuove tecnologie, nel potenziamento dell’assistenza territoriale e nel comparto dell’edilizia sanitaria: nel 2016 la quota da risparmiare salirà a 150 milioni, altrettanti nel 2017.

«Obiettivi confermati»

Come si premetteva, e come ribadisce Saitta, il venir meno dell’aumento inizialmente concordato – pari ai 150-160 milioni di cui sopra – era già stato messo in conto e dunque non altera gli obiettivi per il 2015: confermata la volontà di raggiungere il pareggio del bilancio sanitario e l’uscita dal piano di rientro del debito. Anche così, non c’è di che rallegrarsi. Se le cose non avessero preso la piega che sappiamo, oggi la Sanità piemontese conterebbe su 160 milioni in più da investire nell’edilizia sanitaria, a corto di risorse. Sempre in tema di Sanità, ieri Chiamparino, al termine dell’incontro con il governo, ha garantito che le Regioni non ridurranno i livelli essenziali di assistenza: per sopperire ai tagli si interverrà sugli aspetti organizzativi e sul controllo nella spesa farmaceutica.