Sanità integrativa, ecco cosa cambia con il Decreto Crescita

Sanità integrativa, la “non comerciabilità” estesa grazie al Decreto Crescita. Infatti secondo l’articolo 14 del decreto in questione i fondi sanitari costituiti come Fondi Integrativi del Servizio Sanitario Nazionale (cioà le casse di derivazione negoziale previste dall’art. 51 del Tuir) potranno continuare a fruire del regime fiscale della non commerciabilità. Ciò anche in seguito all’entrata in vigore del Codice del terzo settore.

Il caso in questione attiene alle prestazioni effettuate ai propri associati successive al versamento delle quote corrispettive. In assenza dell’articolo 14 i fondi e le casse sanitarie aziendali, per continuare a godere dello status di non commerciabilità relativamente all’attività di assistenza sanitaria, avrebbero dovuto fare un passaggio intermedio: ovvero verificare, sulla base dei singoli Statuti, se fosse prevista l’erogazione di prestazioni agli associati a fronte dei corrispettivi specifici, pena la possibilità di perdere lo status di ente non commerciale.

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