Rinnovo del contratto e trattative: l’intervento della Cimop alla Fondazione Poliambulanza

Pubblichiamo gli atti dell’assemblea medici dello scorso 15 gennaio alla Fondazione Poliambulanza:

RINNOVO CCNL Andamento delle trattative Carmela De Rango

SEGRETARIO NAZIONALE CIMOP Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata Avv. Mario Berruti Avvocato del Foro di Brescia

 

CCNL AIOP-ARIS – CIMOP 2017 1 agosto 2017

Bozza di regolamentazione del rapporto dirigenziale: inquadramento, tipologia degli incarichi, affidamento e revoca degli incarichi, norma di primo inquadramento, cessazione del rapporto.

Art. A – Inquadramento del personale medico Con decorrenza dall’entrata in vigore del presente ccnl, il personale medico dipendente viene inquadrato in posizione dirigenziale, secondo la tabella del successivo art. D. I dirigenti medici sono collocati in un unico livello, con affidamento di incarichi professionali in relazione alle diverse responsabilità.

Art. B – Tipologia degli incarichi L’affidamento di un incarico costituisce espressione di sviluppo professionale cui deve conseguire una specifica valorizzazione economica, nel limite temporale della funzione assegnata; tuttavia, l’assegnazione di un differente incarico, in quanto manifestazione di attribuzioni diverse ma di pari dignità ed importanza, nell’ambito di un unico livello dirigenziale, non determina demansionamento né diritto al riconoscimento di incarico dirigenziale superiore.

Le tipologie di incarico conferibili dall’Ente ai dirigenti medici sono le seguenti: incarico di direzione di raggruppamento; tra essi è ricompreso l’incarico di direttore di dipartimento; incarico di direzione di unità funzionale; incarico professionale, anche di alta specializzazione; incarico professionale, affidabile a dirigenti con meno di cinque anni di servizio nell’azienda o ente.

Per Raggruppamento si intende l’Unità Operativa, Servizio, Area o Divisione, individuata dall’azienda o ente, dotata di risorse professionali e tecniche finalizzate ad assolvere le funzioni operative attribuite. Per Unità Funzionale si intende una struttura organizzativa o una articolazione funzionale interna alla struttura complessa (ossia al Raggruppamento), caratterizzata da autonomia funzionale o clinica; quando la struttura semplice afferisce direttamente al direttore del dipartimento e non è incardinata all’interno di una struttura complessa, si definisce “struttura semplice a valenza dipartimentale”.

Per incarico di alta specializzazione si intende il riconoscimento di alte competenze tecnico professionali, finalizzate alla cura di specifiche patologie e alla gestione di metodiche diagnostiche e terapeutiche, che richiedono una competenza specifico-funzionale nella disciplina di appartenenza. Per incarico professionale si intende quello che ha rilevanza all’interno della struttura e richiede una competenza funzionale di base nella disciplina di appartenenza.

Art. C – Affidamento degli incarichi dirigenziali. Gli incarichi di cui all’articolo precedente sono conferiti dall’azienda o ente con atto scritto ad integrazione del contratto individuale Gli incarichi sono conferibili a termine ed hanno una durata da uno a cinque anni con facoltà di rinnovo. Costituisce eccezione a quanto sopra la cessazione del rapporto di lavoro per compimento del limite massimo di età, essendo in tal caso la scadenza dell’incarico anticipata fino a coincidere con il raggiungimento del predetto termine.

Il conferimento dell’incarico dirigenziale deve essere formalmente definito con atto scritto individuale debitamente sottoscritto tra le parti in conformità alle vigenti disposizioni di legge in materia di rapporto di diritto privato e deve contenere i seguenti elementi: – oggetto e tipologia dell’incarico; – decorrenza e durata dell’incarico; – obiettivi, metodi e tempi delle verifiche (tra gli obiettivi sono da considerare: comportamenti organizzativi, flessibilità professionale, trasferimento competenze, leadership);

Il dirigente è direttamente responsabile, in relazione agli obiettivi della struttura ed agli incarichi assegnati, dell’efficienza della gestione, mentre agli organi di direzione dell’azienda o ente competono la definizione degli obiettivi e dei programmi da attuare, compresa la verifica sulla rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle direttive generali impartite Al conferimento degli incarichi ed al passaggio ad incarichi diversi non si applica l’art. 2103 c.c., data l’equivalenza delle mansioni dirigenziali. Il richiamato principio si applica altresì ove l’incarico venga conferito in sostituzione di altro dirigente.

Rinnovo e revoca dell’incarico Il rinnovo o meno dell’incarico è disposto dall’azienda o ente unilateralmente e discrezionalmente, a seguito di una valutazione dei risultati ottenuti, in relazione al conseguimento o meno degli obiettivi e programmi, nonché al livello di efficacia, efficienza ed economicità raggiunto. L’azienda potrà revocare anticipatamente l’incarico, qualora il dirigente perda il gradimento da parte della Struttura sotto il profilo professionale e personale La perdita dell’incarico comporta la perdita della corrispondente indennità di funzione. La revoca dell’incarico affidato avviene con atto scritto e motivato ed in tal caso il trattamento economico verrà riparametrato al nuovo incarico.

Art. E – Cessazione del rapporto Il rapporto di lavoro può essere risolto per licenziamento, per dimissioni, per risoluzione consensuale, per morte del lavoratore, per scadenza del termine o per raggiunti limiti di età relativamente al pensionamento. In caso di licenziamento, ai dirigenti in servizio alla data di entrata in vigore del presente ccnl non si applicano le disposizioni di cui alle LL. 604/66 e 300/70, salvo i casi espressamente previsti dalla L. 92/12.

In caso di licenziamento illegittimo, ai dirigenti in servizio alla data di entrata in vigore del presente CCNL (QUINDI A TUTUTTI: VECCHI E NUOVI) verrà erogata, una indennità rapportata all’anzianità di servizio presso la stessa struttura e così individuata: – indennità pari a …. dodicesimi della retribuzione tabellare lorda annua per ogni anno di anzianità nella stessa struttura con un massimo di …. dodicesimi.

 

COMMENTI CIMOP ALLA PROPOSTA AIOP-ARIS RNNOVO CCNL MEDICI SANITA’ PRIVATA

Gent.mi Nel corso dell’ultima riunione dell’11 luglio scorso si è instaurato un confronto molto intenso, e direi anche costruttivo, soprattutto in merito all’inquadramento dei medici. Le posizioni convergono su alcune tematiche ma si allontanano su altre. E’ quindi necessario trovare un punto di equilibrio. Prima di entrare nel merito della proposta ricevuta, si vuole ricordare che Cimop, con il supporto di AIOP e ARIS, ha iniziato un percorso per il riconoscimento dei titoli di carriera tra pubblico e privato.

Cimop ha raggiunto tale obbiettivo in IEO dove è stato sottoscritto un CIA ad hoc, finalizzato ad un inquadramento dei medici sovrapponibile al contratto pubblico. Sarebbe utile prendere spunto da questa esperienza positiva. Si vuole anche aggiungere che, in considerazione dell’orientamento condiviso di inquadrare i medici come Dirigenti, non è opportuno differenziare gli inquadramenti funzionali rispetto a quelli in essere nella sanità pubblica, forse dovremo solo adattarli alle nostre realtà organizzative.

Questa posizione è dettata anche dalla necessità di evitare differenze per l’utente che liberamente circola tra pubblico e privato, essendo la sanità privata di fatto un servizio pubblico accreditato con il SSN, e mal si orienta su posizioni funzionali così differenti tra i due comparti. Inoltre e soprattutto, come sopra già ribadito, è utile trovare dei corrispettivi funzionali per i medici pubblici e privati qualora si dovesse realizzare il sogno di equiparare i titoli di carriera.

Un ultimo commento riguarda l’introduzione della libera recedibilità anche per i medici già in servizio, posizione che non si era colta nel corso della riunione e sulla quale Cimop esprime forti perplessità. Entrando quindi tecnicamente nello specifico della proposta ricevuta, si prende atto dell’introduzione della libera recedibilità anche per i medici già in servizio.

Su tale argomento, come già scritto, le posizioni emerse sul tavolo di trattative era molto differente con la salvaguardia almeno dei medici già in servizio all’atto della sottoscrizione. In merito agli incarichi, ho sopra descritto la motivazione per cui sarebbe utile ricalcare le funzioni presenti nel comparto pubblico e ciò finalizzato ad uno stesso inquadramento per il riconoscimento dei titoli di carriera. In merito al tempo di affidamento degli incarichi, un anno è veramente poco e non permetterebbe di realizzare un progetto organizzativo. Sarebbe utile un periodo di ameno tre anni.

Per quanto riguarda la valutazione dei dirigenti a fine incarico la posizione di Cimop è quella di inserire dei criteri oggettivi al fine di evitare equivoci interpretativi su possibili verifiche discrezionali solo da parte dell’azienda. Utile potrebbe essere l’introduzione di una commissione paritetica.

La frase: “L’azienda potrà revocare anticipatamente l’incarico, qualora il dirigente perda il gradimento da parte della Struttura sotto il profilo professionale e personale” conferma la discrezionalità che la proprietà manterrebbe nella revoca degli incarichi. L’inserimento di una tale regola comporterebbe un salto indietro di oltre 60 anni non accettabile sindacalmente.

Tale frase dovrebbe, a nostro parere, essere rimodulata come segue: “L’azienda potrà revocare anticipatamente l’incarico, qualora il dirigente non raggiunga gli obbiettivi fissati nella lettera di incarico, o per comportamenti o gravi fatti che siamo incompatibili con l’incarico stesso. La comunicazione di revoca dovrà avvenire con atto scritto e specificatamente motivato. Il medico, raggiunto dal provvedimento di revoca, ha diritto di impugnare tale atto in ogni sede. Per quanto riguarda l’art. E, cessazione del rapporto, da quanto scritto non è ben chiaro e soprattutto quali siano le regole a cui viene sottoposto. Si conclude con un commento sul licenziamento illegittimo.

Come sopra scritto si osserva che per il licenziamento illegittimo si prevede l’applicazione delle regole ai dirigenti in servizio alla data di entrata in vigore del presente CCNL (QUINDI A TUTTI: VECCHI E NUOVI). Si osserva che non si fa riferimento alla indennità sostitutiva del preavviso. Cimop crede sia meglio esplicitare in modo inequivocabile quanto previsto in caso di licenziamento illegittimo.

A nostro parere, in caso di licenziamento illegittimo, deve essere erogata, oltre alla indennità sostitutiva del preavviso, una indennità rapportata all’anzianità di servizio presso la stessa struttura e così individuata: – un importo pari al triplo della retribuzione globale di fatto, comprensiva quindi anche delle mensilità aggiuntive, per ogni anno di servizio prestato, con un minimo di sei ed un massimo di 30 mensilità.

Per concludere, è necessario tener conto che un medico assunto prima del 6 marzo 2015 (Jobs Act) alla entrata in vigore del nuovo Ccnl avrebbe una anzianità di almeno tre anni, e quindi avrebbe diritto ad almeno 9 mensilità di risarcimento, mentre un medico con una anzianità di 10 anni avrebbe diritto a 30 mensilità, contro le 24 massime previste oggi.

 

RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE E TEMA DELL’ASSICURAZIONE

FACCIAMO UN PASSO INDIETRO…. Negli ultimi anni gli ambiti e i profili della responsabilità professionale medica, ma anche di tutte le professioni sanitarie, hanno subito significative modifiche per effetto dell’attività interpretativa della giurisprudenza che, in mancanza di una legge specifica in materia di responsabilità sanitaria, ha svolto una vera e propria FUNZIONE SUPPLETIVA. DI FATTO LE SENTENZE EMANATE NEL TEMPO HANNO COSTITUITO L’UNICO RIFERIMENTO IN TEMA DI RESPONSABILITA’.

In questo contesto la giurisprudenza ha svolto un ruolo significativo. Infatti il numero di sentenze della Corte di Cassazione in materia sanitaria è notevolmente aumentato negli ultimi 20 anni. Così gli orientamenti della giurisprudenza, non sempre univoci, in mancanza di una specifica disciplina hanno assunto una vera e propria funzione suppletiva. Tra i principi più rilevanti sanciti dalla Corte di Cassazione Civile si evidenzia la natura contrattuale (cd. da contatto sociale) del rapporto tra il medico che svolge a qualsiasi titolo la sua attività all’interno della struttura e i pazienti, da cui discende la prescrizione di 10 anni (nell’ambito extracontrattuale a 5 anni) e l’inversione dell’onere della prova he comporta che sia il medico a dover provare di aver correttamente adempiuto o che l’evento non è a lui imputabile.

La preoccupazione derivante da un significativo aumento del contenzioso ha generato forti timori nella classe medica, divenendo tra le fenomeno che si traduce, da un lato, in accertamenti procedure, terapie, dettate al fine prevalente di tutelarsi in caso di un eventuale contenzioso

dall’altro lato –- nella scelta da parte di molti professionisti di rifiutare di eseguire determinate prestazioni o di non assumere l’onere del trattamento di alcuni pazienti.

Secondo quanto riportato nella Commissione parlamentare sugli errori e i disavanzi sanitari, l’incidenza percentuale dei costi della medicina difensiva sulla relazione finale della spesa totale si attesta intorno dell’incidenza sulle risorse dello Stato, può dirsi che la medicina difensiva pesa sulla spesa sanitaria pubblica per per oltre 10 miliardi di euro all’11,8% . Se si tiene conto 0,75 punti di PIL, ossia

Conseguenza:

ritiro di alcune delle principali compagnie di assicurazione da questo segmento di mercato, scoraggiate dalla crescente alea del rischio significativo aumento dei premi assicurativi modifica delle condizioni contrattuali della polizza assicurativa

 

INTERVENTI NORMATIVI

Decreto- Legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito con L. n. Normativa eterogenea che all’art. 3 interviene principalmente sulla responsabilità Normativa sistematica, organica che tende a disciplinare in maniera specifica la responsabilità della struttura, del medico e di tutti gli esercenti le professioni sanitarie, gli aspetti assicurativi e alcuni aspetti di risk management

DECRETO BALDUZZI 189/2012 penale degli operatori sanitari (non solo i medici). Legge 8 marzo 2017, n. 24: Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale.

Normativa sistematica, organica che tende a disciplinare in maniera specifica la responsabilità della struttura, del medico e di tutti gli esercenti le professioni sanitarie, gli aspetti assicurativi e alcuni aspetti di risk management

LEGGE 8 MARZO 2017, N. 24: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA DELLE CURE E DELLA PERSONA ASSISTITA, NONCHÉ IN MATERIA DI RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE DEGLI ESERCENTI LE PROFESSIONI SANITARIE L’articolato si sviluppa lungo delle direttrici abbastanza chiare, alcune delle quali si possono individuare: in un maggiore riequilibrio tra i diritti dei pazienti e la responsabilità dei professionisti, fino ad oggi, oggettivamente sbilanciato a favore dei primi; in un potenziamento delle attività di prevenzione e di gestione dei rischi, attraverso, tra l’altro, l’attenzione ai flussi informativi e alla disponibilità dei dati; nella ridefinizione della responsabilità degli esercenti la professione sanitaria in ambito penale e civile L’obiettivo principale è il contenimento del “fenomeno della cosiddetta medicina difensiva”

Principali modifiche della L. 24/17 «Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale.

SICUREZZA DELLE CURE E RISK MANAGEMENT in sinergia con la legge 28 dicembre 2015, 208 artt. 1 c.539-540 DOPPIO BINARIO RESPONSABILITA’ CIVILE DELLA STRUTTURA E DEL MEDICO STRUTTURATO AZIONE DI RIVALSA E ALL’AZIONE RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA LIMITE SOGGETTIVO, QUANTITATIVO E TEMPORALE LINEE GUIDA (prevede un sistema di accreditamento nazionale delle linee guida) RESPONSABILITA’ PENALE ACCERTAMENTO TECNICO PREVENTIVO VOLTO ALLA CONCILIAZIONE OBBLIGHI ASSICURATIVI AZIONE DIRETTA NEI CONFRONTI DELL’ASSICURAZIONE DELLE STRUTTURE SANITARIE E SOCIO-SANITARIE / O DEL MEDICO LIBERO PROFESSIONISTA

 

Sicurezza delle cure, prevenzione e gestione del rischio

Introduce il concetto di sicurezza delle cure quale parte costitutiva del diritto alla Salute ed alla gestione del rischio sanitario (art. 1) ; tutto il personale delle strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, compresi i liberi professionisti convenzionati con il SSN, deve concorrere alla attività di prevenzione del rischio sanitario; i verbali e gli atti di gestione del rischio clinico aziendale non potranno più essere acquisiti o utilizzati in sede processuale; le funzioni di risk manager, oltre ai medici specialisti in igiene, potranno essere svolte oltre dai medici legali e il personale dipendente con esperienza almeno triennale e muniti di idonea formazione (Master HRM;) istituisce, in ogni Regione e Provincia Autonoma, il Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente che raccoglie i dati sugli eventi avversi, cause, entità, frequenza e oneri finanziari del contenzioso e li trasmette all’Osservatorio Nazionale; introduce e regolamenta l’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza in sanità, presso l’AGENAS che raccoglierà i dati sugli eventi avversi, predisporrà le linee di indirizzo, individuerà misure per la prevenzione e gestione del rischio, individuerà le necessità di formazione e aggiornamento

Responsabilità penale degli esercenti le professioni sanitaria Esclusione della punibilità per i soli casi di imperizia: – Sono rispettate le linee guida formulate e pubblicate ai sensi di legge; – Le LG siano adeguate alle specificità del caso concreto; La Suprema Corte di cassazione a Sezioni Unite (21 dicembre 2017), nella sua più tipica funzione di nomofilachia, ha espresso il seguente principio di diritto: «L’esercente la professione sanitaria risponde, a titolo di colpa, per morte o lesioni personali derivanti dall’esercizio di attività medico-chirurgica: a) se l’evento si è verificato per colpa (anche “lieve”) da negligenza o imprudenza; b) se l’evento si è verificato per colpa (anche “lieve”) da imperizia: 1. nell’ipotesi di errore rimproverabile nell’esecuzione dell’atto medico quando il caso concreto non è regolato dalle raccomandazioni delle linee-guida o, in mancanza, dalle buone pratiche clinico-assistenziali;

  1. nell’ipotesi di errore rimproverabile nella individuazione e nella scelta di linee- guida o di buone pratiche che non risultino adeguate alla specificità del caso concreto, fermo restando l’obbligo del medico di disapplicarle quando la specificità del caso renda necessario lo scostamento da esse; c) se l’evento si è verificato per colpa (soltanto “grave”) da imperizia nell’ipotesi di errore rimproverabile nell’esecuzione, quando il medico, in detta fase, abbia comunque scelto e rispettato le linee-guida o, in mancanza, le buone pratiche che risultano adeguate o adattate al caso concreto, tenuto conto altresì del grado di rischio da gestire e delle specifiche difficoltà tecniche dell’atto medico». Non esistono definizioni normative di negligenza, imprudenza e imperizia per le quali normalmente si intende – Negligenza: condotta omissiva di trascuratezza, dimenticanza, scarsa sollecitudine ad attivarsi(es. medico che dimentica una garza o un ferro chirurgico nell’addome del paziente o non controlla la data di scadenza del farmaco usato);

Imprudenza: condotta attiva senza l’adozione di adeguate cautele, compito con avventatezza, violazione di un a regola di condotta, con obbligo di non realizzare una azione o di adottare, nell’eseguirla, precise cautele (medico che invece di indirizzare l’ammalato da una specialista esegua, senza averne le capacità, un intervento particolarmente impegnativo; chirurgo che operi pur non essendo in perfette con) Imperizia: insufficiente attitudine a svolgere un’attività che richiede specifiche conoscenze di regole scientifiche e tecniche dettate dalla scienza e dall’esperienza, pertanto identificabile con una preparazione insufficiente, assenza di cognizioni fondamentali e indispensabili per l’esercizio della professione medica , incapacità tecnica.

Conseguenze del doppio binario di responsabilità

L’obiettivo perseguito con la previsione del doppio binario è quello di canalizzare le azioni risarcitorie nei confronti della solo struttura sanitaria anche se in via di principio NON E’ ESCLUSO che il paziente danneggiato possa agire nei confronti anche del medico o solo del medico.

RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE DELLA STRUTTURA ONERE DELLA PROVA: E’ LA STRUTTURA A DOVER PROVARE IL CORRETTO ADEMPIMENTO O CHE L’EVENTO DANNOSO DERIVA DA UN FATTO A LUI NON IMPUTABILE

 

TERMINE DI PRESCRIZIONE : DECENNALE

RESPONSABILITA’ EXTRACONTRATTUALE DELL’ESERCENTE LA PROFESSIONE SANITARIA

ONERE DELLA PROVA: il paziente a dover provare la colpa dell’esercente la professione sanitaria, il nesso causale tra condotta ed evento e il danno.

TERMINE DI PRESCRIZIONE : QUINQUENNALE

 

Riassumendo la legge Gelli-Bianco interviene sui seguenti settori:

Sicurezza delle cure

Documentazione sanitaria

Linee guida

Responsabilità penale

Responsabilità civile

Obbligo di assicurazione

Norme varie (ctu e perizia)

IL MEDICO CHE OPERA NELLA STRUTTURA PUBBLICA/PRIVATA RISPONDE A TITOLO DI RESPONSABILITA’ EXTRACONTRATTUALE CON TERMINE DI PRESCRIZIONE DI 5 ANNI E INVERSIONE DELL’ONERE DELLA PROVA;

OBBLIGO PER TUTTI GLI ESERCENTI LA PROFESSIONE SANITARIA DI STIPULARE UNA ASSICURAZIONE PER COLPA GRAVE A PROPRIO CARICO PER GARANTIRE L’AZIONE DI RIVALSA

L’AZIONE DI RIVALSA E’ LIMITATA AI CASI DI DOLO O COLPA GRAVE E IN CASO DI COLPA GRAVE E’ LIMITATA AL TRIPLO DELLO STIPENDIO ANNUO LORDO RIMANE PER LA RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE A CARICO DELLE AZIENDE CON TERMINE DI PRESCRIZIONE DI 10 ANNI e INVERSIONE DELL’ONERE DELLA PROVA

IL RISPETTO DELLE LINEE GUIDA formate e pubblicate ai sensi di legge ESONERA DALLA RESPONSABILITA’ PENALE per IMPERIZIA

 

twitter@CimopItalia