Pregi (molti) e difetti (pochi) del rinnovo contrattuale. La versione di Costantino (Aris)

di Francesco De Palo

Che cosa significa l’accordo trovato da Aris, Aiop e Cimop sul rinnovo contrattuale nell’ospedalità privata? Quali vantaggi porterà ai professionisti e alle cliniche coinvolte? Rappresenta la definitiva equiparazione, formale oltre che sostanziale, tra professionisti che in ambiti differenti svolgono le stesse opere? Ecco l’analisi dell’avv. Giovanni Costantino, che da oltre vent’anni è capo delegazione Aris per il rinnovo dei ccnl della sanità privata.

Rinnovo del contratto, trovato l’accordo tra Aris, Aiop e Cimop: come si è giunti alla soluzione?

Preciso che non abbiamo ancora totalmente definito l’accordo, anche se siamo giunti ad un’intesa di massima sulla stesura del testo. Vi sono ancora alcuni elementi da puntualizzare, ma in sostanza le questioni nodali sono state definite. Si tratta di una soluzione individuata grazie ad uno sforzo enorme e grazie alla volontà di tutte le parti di giungere ad un contratto dignitoso per i medici, e di migliore gestibilità per le strutture sanitarie.

Quali i contenuti più rilevanti dell’accordo?

In primis l’introduzione della dirigenza: il nostro contratto era rimasto l’unico all’interno delle categorie mediche che ne era sprovvisto, così da porre i medici in una condizione di inferiorità giuridica. Oggi non è più così e con la dirigenza abbiamo dato a tutti i medici la possibilità di parificare la qualificazione rispetto ad altri medici che svolgono le stesse funzioni all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.

Con quale conseguenza?

La possibilità di riconoscere ai medici dell’ospedalità privata lo stesso status dei medici del ssn. In caso di introduzione della nuova normativa, ciò determinerà anche l’equiparazione dei titoli, un obiettivo che inseguivamo da anni.

Con quali vantaggi per le parti?

Il vantaggio specifico per la categoria medica, che valuto enorme, è che ci sarebbe la possibilità di ottenere l’equiparazione tra i professionisti che operano nelle nostre strutture rispetto ai colleghi del SSN. Le strutture sanitarie invece da oggi potranno utilizzare la dirigenza in modo più funzionale, migliorando l’organizzazione interna grazie ai dirigenti non più meri operatori ma veri e propri alter ego dell’imprenditore.

Quale il prossimo step dell’accordo?

Il prossimo 11 dicembre termineremo di scrivere il testo contrattuale e, in assenza di intoppi, potremmo dire di aver concluso la bozza. In quel caso il 20 dicembre andremmo alla firma. Resta però un problema annoso.

Ovvero?

Quello della copertura dei costi, con il relativo finanziamento da parte delle Regioni: un punto centrale che non si può trascurare e sul quale facciamo molto affidamento.

Che peso specifico ha questo accordo rispetto alla potenziale conflittualità tra professionisti?

A me sembra che questo contratto risolva tale conflittualità, perché finalmente riconosce ai medici delle case di cura e dei centri di riabilitazione una dignità che prima non avevano. Inoltre ha il merito di chiudere un lavoro avviato una dozzina di anni fa. Ricordo il Congresso della Cimop 2007 in cui fui tra i relatori: in quell’occasione raccomandai ai medici di essere pronti all’introduzione della dirigenza, perché avrebbe comportato vantaggi notevoli. Finalmente oggi ci siamo arrivati e ne sono molto soddisfatto.

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