#iomimobilitoetu: cosa chiedono gli Stati Generali della professione

Mobilitazione_Una mobilitazione professionale per il rilancio del Servizio Sanitario nazionale, il rifiuto di una professione governata dai decreti, il no al sottofinanziamento che porta allo smantellamento e al razionamento dei servizi al cittadino, una chiusura verso quegli obblighi amministrativi che tolgono tempo alla relazione di cura. Sono solo alcune delle richieste formulate in occasione degli Stati Generali della professione medica e odontoiatrica, andati in scena lo scorso 21 ottobre all’Auditorium Loyola di Roma.

Un’occasione, proficua e costruttiva, per dibattete sulla traccia rappresentata dallo slogan “Regione che vai, Sanità che trovi…” e con l’hashtag #iomimobilitoetu. La FNOMCeO e i sindacati medici hanno messo la prima pietra per un “punto di partenza per altre tappe”, ha precisato Roberta Chersevani, Presidente FNOMCeO, secondo cui occorre compattarsi in questo delicatissimo momento. Primo punto la richiesta al governo di risposte concrete, anche perché questo “non è più il tempo della diplomazia”.

Il riferimento è al vulnus rappresentato dalla legge di stabilità, varata da Palazzo Chigi, che in attesa di capire come giungerà in Parlamento, già oggi presenta profili su cui discutere nel merito dei tagli e in attesa della grande manifestazione nazionale a Roma prevista il 28 novembre qualora le richieste della professione non vengano prese in considerazione dall’esecutivo. Il disagio è stato diffuso, come dimostra la partecipazione compatta anche degli odontoiatri, con il Presidente nazionale CAO Giuseppe Renzo convinto che “61 mila odontoiatri in tutta Italia, che esercitano la professione in regime libero-professionale, attendono scelte serie in termini di programmazione e di percorsi formativi pre e post laurea, nonché la riforma dell’articolo 348 del codice penale, riforma urgente perché oggi viene punito più severamente chi ruba un’arancia al mercato che chi esercita abusivamente la professione di odontoiatra”.

Agli Stati Generali hanno preso parte anche esponenti del mondo politico e istituzionale, come la Presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato Emilia Grazia De Blasi (Pd) e il senatore Andrea Mandelli (Forza Italia), che hanno preceduto gli interventi di numerosissimi esponenti dei sindacati medici e delle società scientifiche.

L’obiettivo è stato non solo quello di mettere sul tavolo le problematiche relative alla professione, ma di prendere atto come il trend gestionale intrapreso nell’ultimo decennio abbia prodotto, oggi, l’aumento delle diseguaglianze nella Sanità.

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