Cimop, solidarietà ai medici aggrediti a Roma. Serve mobilitazione nazionale

“Sul dossier dei medici italiani aggrediti con sempre maggior frequenza, occorre una mobilitazione nazionale. Non è più accettabile che chi cura la salute altrui debba vedere messa in pericolo la propria, in spregio dell’art. 32 della Costituzione”.

Così la dott.ssa Carmela De Rango, Segretario Nazionale della Cimop (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata) interviene sul caso dei due medici aggrediti al Policlinico Umberto I di Roma per troppa attesa.

E osserva: “Si registra una pericolosa inversione di valori nella nostra società: come se le disfunzioni organizzative o le fisiologiche problematiche quotidiane fossero imputabili ai professionisti della salute: nulla di più sbagliato. Osservo una deriva pericolosa e fuorviante che è portata a mettere nel mirino lavoratori e uomini per il semplice gusto di trovare un capro espiatorio e condannarlo per tutto ciò che non funziona. Ecco la ragione per cui, accanto alla solidarietà personale e professionale ai colleghi coinvolti in questo spiacevole episodio, noto come sia indispensabile una mobilitazione nazionale che tuteli chi lavora per garantire la salute altrui. E che invece oggi è costretto a difendersi proprio negli ospedali, la sede deputata alla tutela del diritto alla salute, contemplato dall’art. 32 della Costituzione”.

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