Anche Cimop Campania va inserita tra le “O.O.S.S. Confederali e Regionali”

CIMOP BANDIERELa Confederazione Italiana dei Medici della Ospedalità Privata è l’unica sigla sindacale firmataria del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Medici dell’Ospedalità Privata Accreditata ed è pertanto il sindacato maggiormente rappresentativo della categoria. Per cui la sezione Regionale Campania eè, a pieno titolo, da considerare “OO.SS. Regionale”. Lo dichiara il segretario regionale campano, dott. Pietro Ottomano.

Nei giorni la segreteria regionale campana della Cimop insieme alle OO.SS. Confederali ha attivamente partecipato a contestare e contrastare lo “Stato di crisi dell’Ospedalità Privata” consistito nella minaccia della continuità del posto di lavoro. I medici campani hanno ricevuto personali lettere di preavviso di mobilità. Per questo la Cimop Campania ha inviato numerose comunicazioni dalla dichiarazione dello “Stato di Agitazione”, alla dichiarazione di una giornata di “Sciopero Regionale” ed infine alla “Revoca dello Sciopero Regionale”. Ma lo scorso 14 ottobre una comunicazione indirizzata alle Associazioni, ai Direttori Generali delle AA.SS.LL. e alle O.O.S.S. Confederali e Regionali non includeva la Cimop.

“Qui contesto – osserva Ottomano – che le sole organizzazioni sindacali in indirizzo erano CGIL, CISL e UIL. Essendo la CIMOP Organizzazione Sindacale Nazionale e Regionale rappresentativa della categoria dei Medici dell’Ospedalità Privata Accreditata, i medici ritengono che la propria rappresentanza sindacale ha tutti i titoli per rivendicare di essere notiziata, convocata, ed ascoltata ogni qualsiasi volta si argomenti dell’Area dell’Ospedalità Privata Accreditata. Richiedo, quindi, di essere inseriti nell’elenco delle sigle sindacali da contattare, in modo ufficiale e permanente”.

Con l’occasione Ottomano ribadisce la richiesta di apertura di un tavolo di consultazione tra Regione Campania, Associazioni Datoriali e OO.SS. per l’urgente necessità di trasformazione della “sospensione” in “ritiro” delle procedure di Mobilità. “Si dichiara di essere, fin da ora, pronti ad adottare tutte le forme di protesta necessarie in caso di mantenimento o prosecuzione delle procedure di mobilità”.