{"id":948,"date":"2017-09-07T17:00:20","date_gmt":"2017-09-07T17:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/cimop\/?p=948"},"modified":"2017-09-07T17:00:20","modified_gmt":"2017-09-07T17:00:20","slug":"vi-racconto-bruxelles-lunione-europea-la-sanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/vi-racconto-bruxelles-lunione-europea-la-sanita\/","title":{"rendered":"Vi racconto (da Bruxelles) l&#8217;Unione Europea e la sanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\">\n\t<!--\n\t\t@page { margin: 2cm }\n\t\tP { margin-bottom: 0.21cm }\n\t-->\n\t<\/style>\n<p><a href=\"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Morgano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-949\" src=\"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Morgano-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Morgano-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Morgano.jpg 594w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>di <strong>Luigi Morgano<\/strong><\/p>\n<p><em>Deputato al Parlamento Europeo<\/em><\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 spesso mi sento rivolgere domande sul ruolo e sulle competenze dell\u2019UE rispetto a varie questioni. La frase \u201cLo vuole l\u2019Europa\u201d \u00e8 stata pi\u00f9 volte citata da rappresentanti di istituzioni, forze politiche e sociali, commentatori per accreditare, presso l\u2019opinione pubblica, l\u2019esigenza di approvare un provvedimento, una normativa; o, al contrario, per non procedere. Se poi il discorso si focalizza sui temi del welfare e, in particolare, della sanit\u00e0, \u00e8 nota e documentata l\u2019assoluta rilevanza e l\u2019impatto che essi hanno nelle decisioni dei cittadini europei, comprese le consultazioni, vedi <strong>Brexit<\/strong>. Non \u00e8 perci\u00f2 per nulla eccentrico chiedersi quale sia la situazione odierna, in tema di competenze, fondamenti giuridici, iniziative in essere sulla questione: Unione europea e sanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>LA SANIT\u00c0 NEL TRATTATO DI LISBONA <\/strong><\/p>\n<p>Il trattato di Lisbona ha rafforzato l&#8217;importanza della politica sanitaria statuendo che, \u00abnella definizione e nell&#8217;attuazione di tutte le politiche e attivit\u00e0 dell&#8217;Unione \u00e8 garantito un livello elevato di protezione della salute umana\u00bb. L&#8217;obiettivo deve essere raggiunto mediante il sostegno dell&#8217;Unione Europea agli Stati membri nonch\u00e9 favorendo la cooperazione. La responsabilit\u00e0 primaria per la tutela della salute e, in particolare, per i sistemi sanitari rimane degli Stati membri.<\/p>\n<p>Tuttavia all&#8217;UE spetta un ruolo importante nel miglioramento della sanit\u00e0 pubblica in termini di prevenzione e gestione delle malattie, limitazione delle fonti di pericolo per la salute umana e armonizzazione delle strategie sanitarie tra gli Stati membri. L&#8217;UE ha attuato positivamente una politica globale mediante la <strong>strategia sanitaria \u00abSalute per la crescita\u00bb<\/strong> e il suo programma d&#8217;azione (2014-2020), nonch\u00e9 un corpus di diritto derivato.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale assetto istituzionale a sostegno dell&#8217;attuazione comprende la Direzione generale della salute e della sicurezza alimentare (<strong>DG SANTE<\/strong>) della Commissione e alcune agenzie specializzate, in particolare il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e l&#8217;Agenzia europea per i medicinali (EMA).<\/p>\n<p><strong>LA BASE GIURIDICA <\/strong><\/p>\n<p>La base giuridica si fonda sull\u2019Articolo 168 del Trattato sul Funzionamento dell\u2019Unione europea (TFUE), da cui derivano i tre obiettivi strategici della politica sanitaria dell&#8217;UE. Promuovere un buono stato di salute: prevenire le malattie e incoraggiare stili di vita sani, affrontandole problematiche della nutrizione, dell&#8217;attivit\u00e0 fisica, del consumo di alcool, di tabacco e di droghe, dei rischi ambientali e delle lesioni da incidenti. In questo quadro, con l&#8217;invecchiamento della popolazione anche le esigenze sanitarie specifiche degli anziani richiedono maggiore attenzione. Proteggere i cittadini dalle minacce per la salute: rafforzare la vigilanza nonch\u00e9 la preparazione alle epidemie e al bioterrorismo migliorando altres\u00ec la capacit\u00e0 di reagire alle nuove sfide per la salute. Sostenere sistemi sanitari dinamici: aiutare i sistemi sanitari degli Stati membri a raccogliere le sfide poste dall&#8217;invecchiamento della popolazione e dalle crescenti aspettative dei cittadini, nonch\u00e9 dalla mobilit\u00e0 dei pazienti e degli <strong>operatori sanitari.<\/strong><\/p>\n<p><strong>GLI ESITI <\/strong><\/p>\n<p>La politica sanitaria dell&#8217;Unione, partendo dalle disposizioni in materia di <strong>salute e sicurezza<\/strong>, si \u00e8 successivamente sviluppata in coerenza con la libera circolazione delle persone e dei beni all\u2019interno dell\u2019UE. Nel contesto delle misure di armonizzazione finalizzate alla creazione del mercato interno, il fondamento delle proposte nel settore della salute e della sicurezza \u00e8 stato perseguito come elevato grado di protezione. Diversi fattori, tra cui la crisi dell&#8217;encefalopatia spongiforme bovina (<strong>BSE<\/strong>) alla fine del XX secolo, hanno fatto s\u00ec che la salute e la protezione dei consumatori acquisissero una posizione di primo piano nell&#8217;ambito dell&#8217;agenda politica.<\/p>\n<p>La Direzione generale della salute e della sicurezza alimentare della Commissione ha reagito assumendo il coordinamento di tutti i settori legati alla sanit\u00e0, anche per quanto concerne i farmaci. Il consolida- mento di agenzie specializzate, come l&#8217;<strong>Agenzia europea per i medicinali (EMA)<\/strong> e la creazione di un Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), sono emblematici del crescente impegno dell&#8217;Unione europea in materia di politica sanitaria. La sanit\u00e0 pubblica oggi beneficia delle iniziative intraprese in diversi settori di intervento quali, tra gli altri, l&#8217;ambiente e l&#8217;alimentazione. Anche l&#8217;entrata in vigore della normativa REACH (per la valutazione e la registrazione delle sostanze chimiche) e l&#8217;istituzione dell&#8217;Autorit\u00e0 euro- pea per la sicurezza alimentare (EFSA) sono indice degli sforzi multidisciplinari volti a migliorare la salute dei cittadini dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p><strong>GLI ULTIMI SVILUPPI <\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi anni le istituzioni si sono concentrate su tre dimensioni chiave.<\/p>\n<p><strong>Consolidamento del quadro istituzionale<\/strong><\/p>\n<p>Il ruolo del <strong>Parlamento<\/strong>, in qualit\u00e0 di organo decisionale (in codecisione con il Consiglio), \u00e8 stato rafforzato per quanto concerne gli ambiti della sanit\u00e0, del- l&#8217;ambiente, della sicurezza alimentare e della protezione dei consumatori. Sono state perfezionate le modalit\u00e0 di avvio delle iniziative legislative da parte della Commissione grazie a procedure standardizza- te di consultazione inter-servizi, a nuove norme di comitatologia e al dialogo con societ\u00e0 civile ed esperti. \u00c8 stato altres\u00ec rafforzato il ruolo delle agenzie (EMA, ECDC, EFSA), pi\u00f9 specificamente con l&#8217;istituzione, nel 2005, dell&#8217;Agenzia esecutiva per la salu- te e i consumatori (EAHC), incaricata di dare attuazione al programma dell&#8217;UE in materia di sanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Necessit\u00e0 di rafforzare la capacit\u00e0 di risposta rapida<\/strong><\/p>\n<p>Si ritiene ormai essenziale che l&#8217;Unione europea disponga di una capacit\u00e0 di risposta rapida che le consenta di reagire in maniera coordinata alle gravi minacce sanitarie, in particolare alla luce del pericolo &#8211; gi\u00e0 richiamato &#8211; rappresentato dal bioterrorismo e della possibile diffusione di epidemie su scala mondiale in un&#8217;epoca in cui la rapidit\u00e0 dei trasporti, a livello globale, agevola la diffusione delle malattie.<\/p>\n<p><strong>Esigenza di coordinare meglio la promozione della salute e la prevenzione delle malattie<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di affrontare le principali cause alla base dei problemi di salute legati agli <strong>stili di vita personali<\/strong> e a fattori economico-ambientali (inquinamento da pesticidi, metalli pesanti, interferenti endocrini). Ci\u00f2 comporta, in particolare, uno stretto coordinamento con altri settori di intervento dell&#8217;<strong>Unione europea<\/strong> quali l&#8217;ambiente, i trasporti, l&#8217;agricoltura e lo sviluppo economico. L&#8217;obiettivo implica una pi\u00f9 stretta consultazione di tutte le parti interessate nonch\u00e9 un&#8217;apertura e una trasparenza maggiori nell&#8217;ambito del processo decisionale.<\/p>\n<p><strong>IL RUOLO DEL PARLAMENTO EUROPEO<\/strong><\/p>\n<p>Il Parlamento ha sistematicamente promosso l&#8217;instaurazione di una politica coerente in materia di sanit\u00e0 pubblica, adoperandosi in maniera attiva per rafforzare e promuovere la politica sanitaria mediante una lunga serie di pareri, studi, discussioni, dichiarazioni scritte e relazioni di iniziativa su una vasta gamma di questioni tra cui: la strategia sanitaria dell&#8217;UE, le radiazioni, la protezione dei pazienti sottoposti a terapie o misure diagnostiche, le statistiche e le informazioni sanitarie, il rispetto della vita e l&#8217;assistenza ai malati terminali, una <strong>Carta europea dei bambini degenti in ospedale,<\/strong> i determinanti della salute, la ricerca nel campo delle biotecnologie, compresi i trapianti di cellule, tessuti e organi, le malattie rare, la sicurezza e l&#8217;autosufficienza per quanto riguarda la fornitura di sangue per trasfusioni e altri scopi medici, il cancro, gli ormoni e gli interferenti endocrini, i campi elettro- magnetici, le droghe e la loro incidenza sulla <strong>salute, il tabacco e il fumo, il cancro al seno e la salute delle donne,<\/strong> le radiazioni ionizzanti, la \u00abtessera sanitaria europea\u00bb (indicante dati medici essenziali comprensibili per qualsiasi medico), la nutrizione e la dieta nonch\u00e9 la loro i<strong>ncidenza sulla salute, la BSE<\/strong> e le sue conseguenze nonch\u00e9 la sicurezza alimentare e i rischi per la salute, la sanit\u00e0 elettronica (<strong>e-health<\/strong>) e la telemedicina, la resistenza agli antibiotici, le bio- tecnologie e le loro implicazioni mediche, i dispositivi medici, l&#8217;assistenza sanitaria transfrontaliera, il morbo di <strong>Alzheimer<\/strong> e altri tipi di demenza, le medi- cine alternative e i rimedi erboristici, la preparazione all&#8217;eventuale influenza pandemica, la resistenza antimicrobica, le terapie avanzate.<\/p>\n<p><strong>COSA SOSTIENE L\u2019ATTUALE PROGRAMMA DI AZIONE COMUNITARIA?<\/strong><\/p>\n<p>La strategia sanitaria dell&#8217;Unione \u00abInsieme per la salute\u00bb sostiene la strategia generale <strong>Europa 2020,<\/strong> che punta a trasformare l&#8217;Unione europea in un&#8217;economia intelligente, sostenibile e inclusiva capace di promuovere la crescita per tutti. Per realizzare questo obiettivo, la buona salute della popolazione \u00e8 un requisito fondamentale. Nel 2014 \u00e8 stato avviato il terzo <strong>programma sanitario<\/strong>, volto a promuovere la salute in Europa incoraggiando la cooperazione tra gli Stati membri dell&#8217;Unione, onde migliorare politiche sanitarie per i cittadini e incentivare la condivisione delle risorse.<\/p>\n<p>Il programma \u00e8 denominato \u00ab<strong>Salute per la crescita<\/strong>\u00bb e interessa il periodo dal 2014 al 2020. Il programma \u00e8 il risultato del buon esito dei negoziati tra Commissione, Parlamento e Consiglio su tre questioni principali: la dotazione di <strong>bilancio<\/strong>; le modalit\u00e0 di approvazione dei programmi di lavoro annuali; il <strong>cofinanziamento<\/strong> delle azioni comuni intese a creare incentivi per una migliore partecipazione degli Stati membri dotati di meno risorse. La dotazione finanziaria complessiva \u00e8 pari a quasi 450 milioni di EUR. Tra l\u2019altro, fra il 23 novembre 2016 e il 23 febbraio 2017, la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per la valutazione di medio termine del sopracitato Programma.<\/p>\n<p>Sono stati invitati a partecipare alla consultazione cittadini e organizzazioni interessate alla salute pubblica e ai sistemi sanitari in Europa. L\u2019obiettivo \u00e8 stato quello di assicurare che, oltre alle organizzazioni e agli individui direttamente coinvolti o beneficiari del programma, diversi gruppi di interesse, cos\u00ec come il pubblico in generale, potessero dare un\u2019opinione sulle performance del programma stesso e sulle future priorit\u00e0 da attuare.<\/p>\n<p><strong>I PAZIENTI DELL\u2019UE POSSONO ATTRAVERSARE LIBERAMENTE I CONFINI ALLA RICERCA DI MIGLIORI O PI\u00d9 VELOCI CURE MEDICHE?<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>direttiva 2011\/24\/UE<\/strong> sui diritti dei pazienti nella sanit\u00e0 all\u2019estero stabilisce il quadro legale per i pazienti alla ricerca di cure fuori dai loro paesi d\u2019origine, con l\u2019intento di migliorare la sostenibilit\u00e0 dei sistemi sanitari.<\/p>\n<p>Tutti gli ospedali a gestione pubblica o privata riconoscono il grande potenziale della Direttiva transfrontaliera, con un particolare interesse per la riduzione delle liste d\u2019attesa e il miglioramento degli standard delle cure. Ad oggi, l\u2019applicazione della Direttiva \u00e8 limitata da una serie di problemi, sperimentati da tutti i paesi UE. Il report sulla situazione attuale della <strong>Direttiva sulla Sanit\u00e0 Transfrontaliera<\/strong>, pubblica- ta dalla <strong>Commissione Europea<\/strong> alla fine del 2015, ha riportato che i principali ostacoli sono costituiti da:<\/p>\n<p>\u2022 la scarsa conoscenza dei propri <strong>diritti<\/strong> da parte dei cittadini pi\u00f9 poveri e la mancanza di informazioni chiare, strutturate e comprensibili per i pazienti;<\/p>\n<p>\u2022 la mancanza di <strong>cooperazione e comunicazione<\/strong> con i Ministeri ed i Punti di contatto nazionale;<\/p>\n<p>\u2022 \u201cil fardello\u201d amministrativo e i <strong>tempi<\/strong> di gestione delle richieste;<\/p>\n<p>\u2022 la barriera linguistica;<\/p>\n<p>\u2022 le basse tariffe di <strong>rimborso<\/strong>;<\/p>\n<p>\u2022 l\u2019obbligatoriet\u00e0 di una precedente <strong>autorizzazione<\/strong> per trattamenti speciali ed ospedalizzazione.<\/p>\n<p>Peraltro, l\u2019uso della <strong>sanit\u00e0 all\u2019estero<\/strong> non \u00e8 un fenomeno nuovo, ma, sia l\u2019evoluzione globale nei flussi di pazienti e di pratiche sanitarie, sia l\u2019avanzamento della tecnologia medica oltre i confini nazionali, hanno cambiato il modo in cui i servizi sanitari sono offerti ai <strong>pazient<\/strong>i. Alcune regioni transfrontaliere stanno funzionando bene (<strong>Benelux<\/strong>) in quanto hanno una lunga tradizione. Alcuni altri paesi stanno provando ad attrarre pazienti stranieri, offrendo servizi altamente specializzati a bassi prezzi (riabilitazione in <strong>Portogallo)<\/strong>. Parlando delle motivazioni, la necessit\u00e0 \u00e8 molto spesso la prima ragione: chiunque, infatti, preferirebbe essere ben curato nel proprio paese, con il supporto familiare e amicale.<\/p>\n<p>twitter@CimopItalia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luigi Morgano Deputato al Parlamento Europeo Sempre pi\u00f9 spesso mi sento rivolgere domande sul ruolo e sulle competenze dell\u2019UE rispetto a varie questioni. 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