{"id":931,"date":"2017-07-26T15:57:31","date_gmt":"2017-07-26T15:57:31","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/cimop\/?p=931"},"modified":"2017-07-26T15:57:31","modified_gmt":"2017-07-26T15:57:31","slug":"dal-notiziario-focus-fausto-campanozzi-la-riforma-degli-ordini-la-professione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/dal-notiziario-focus-fausto-campanozzi-la-riforma-degli-ordini-la-professione\/","title":{"rendered":"Dal Notiziario, il focus di Fausto Campanozzi: &#8220;La riforma degli ordini e la professione&#8221;"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\">\n\t<!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --><br \/>\n\t<\/style>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/campanozzi_esecutivo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-458\" src=\"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/campanozzi_esecutivo-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/campanozzi_esecutivo-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/campanozzi_esecutivo.jpg 227w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Di Fausto Campanozzi<\/em><\/p>\n<p><em>Presidente nazionale Cimop<\/em><\/p>\n<p>Chi vi scrive ha iniziato il proprio cammino di medico nel 1972, anno in cui mi iscrissi al primo anno della Facolt\u00e0 di Medicina dell\u2019Universit\u00e0 di Bari, credendo fortemente nel valore etico della professione che stavo scegliendo. E questa convinzione si radic\u00f2 ancor pi\u00f9 in me nel corso degli anni successivi man mano che procedevo negli studi universitari.<\/p>\n<p>Come dimenticare l\u2019emozione nel sentire proferire dal mitico <strong>Prof. Rodolfo Amprino<\/strong>, subito dopo aver superato l\u2019esame di <strong>Anatomia Umana<\/strong>, la fatidica frase \u201ccomplimenti dottore\u201d, o la lettura con voce tremula del <strong>Giuramento di Ippocrate<\/strong> nel giorno della tanto agognata Laurea in Medicina e Chirurgia. Oggi a pochi anni dalla pensione (ci sarei gi\u00e0 senza l\u2019avvento della <strong>Legge Fornero<\/strong>), so di aver ispirato tutta la mia vita professionale e personale a tre valori fondamentali:<\/p>\n<p>\u2022 completa <strong>dedizione<\/strong> alle persone bisognose di cure, nel rispetto del giuramento di Ippocrate e del Codice Deontologico;<\/p>\n<p>\u2022 attenzione a tutti gli aspetti della <strong>professione medica<\/strong>, attraverso l\u2019impegno personale nell\u2019Ordine dei Medici e la lunga militanza nella <strong>C.I.M.O.P<\/strong>., il nostro sindacato di categoria;<\/p>\n<p>\u2022 la <strong>famiglia<\/strong>, intesa come collante del tessuto sociale.<\/p>\n<p>Almeno per quanto riguarda i primi due punti oggi sento l\u2019esigenza personale, ma anche il dovere, di condividere con voi alcune riflessioni sulla nostra professione e sull\u2019Ordine che la governa, in un\u00a0momento storico caratterizzato da <strong>profondi cambiamenti della nostra societ\u00e0<\/strong> e da spinte fortemente riformiste provenienti dalla politica.<\/p>\n<p>Credo che la<strong> figura del medico<\/strong>, sostanzialmente non sia cambiata oggi, rispetto al passato, se rapportata a quella che a me piace seppur romanticamente definire la sua missione, e cio\u00e8 avere come obbiettivo fondamentale la <strong>tutela della salute<\/strong> dei propri pazienti (e non utenti!!!!), attraverso una continua formazione umana e professionale. L\u2019avvento della tecnologia nella societ\u00e0 moderna ha invece profondamente modificato il rapporto fra il medico e il paziente che una volta era sempre diretto, dal momento della <strong>visita, alla diagnosi , fino alla terapia<\/strong>. Oggi nell\u2019immaginario collettivo il responso diagnostico \u00e8 affidato alle macchine, molto spesso dimenticando che i dati che esse forniscono devono essere necessariamente soggetti all\u2019interpretazione nell\u2019ambito di un pi\u00f9 ampio processo di valutazione clinica.<\/p>\n<p>Senza voler ricorrere allo stereotipo del <strong>medico condotto<\/strong> di qualche anno fa, non vi \u00e8 alcun dubbio\u00a0sull&#8217;utilit\u00e0 e sui benefici prodotti da una <strong>relazione fra medico e paziente<\/strong>, basata su fiducia, confidenza e familiarit\u00e0, che sono i tre pilastri fondamentali su cui costruire questo delicato rapporto. Inoltre \u00e8 opportuno sottolineare come oggi, rispetto al passato, il medico durante la sua attivit\u00e0 sia gravato da una serie di incombenze burocratiche e di responsabilit\u00e0 di gestionale che molto spesso sottraggono tempo e attenzione verso i pazienti. Negli ultimi anni alcuni fattori, prevalentemente esterni alla professione, hanno incrinato il rapporto fiduciario fra medico e paziente avviando una <strong>stagione di contenziosi<\/strong> e aprendo il dibattito sulla responsabilit\u00e0 professionale che, a mio modesto parere, non si chiude con la recente Legge n. 24\/2017, pi\u00f9 comunemente nota come \u201c<strong>Decreto Gelli<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Il <strong>riassetto formativo<\/strong> delle altre professioni tecnico- sanitarie, attraverso il percorso universitario e l\u2019acquisizione di un diploma, ha aperto nuovi scenari nell\u2019ambito delle competenze professionali, determinando richieste di spazi di autonomia da una parte (soprattutto <strong>infermieri<\/strong>) e arroccamenti in difesa dall\u2019altra (<strong>medici<\/strong>). La parola chiave dell\u2019azione politica dei recenti governi \u00e8 stata ed \u00e8 \u201criformare\u201d, ed in questo contesto nasce anche il cosiddetto<strong> ddl Lorenzin<\/strong> ( \u201cDelega al Governo in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, nonch\u00e9 disposizioni per l&#8217;aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del <strong>Ministero della Salute<\/strong>) che all&#8217;articolo 3 sostituisce gran parte del decreto legislativo n. 233 del 1976 (istitutivo degli ordini professionali).<\/p>\n<p>Secondo questo articolo le nuove norme si applicano sia agli ordini esistenti dei <strong>Medici Chirurghi e degli Odontoiatr<\/strong>i, dei <strong>Veterinari e dei Farmacisti,<\/strong> sia agli attuali Collegi delle professioni sanitarie e le rispettive <strong>Federazioni Nazionali<\/strong> che vengono trasformati in Ordini delle medesime professioni: delle professioni infermieristiche, delle ostetriche e degli ostetrici, delle <strong>professioni sanitarie della riabilitazione<\/strong>, dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Infine \u00e8 prevista l\u2019istituzione delle nuove <strong>professioni sanitarie<\/strong> di osteopata e chiropratico. Questa volta, e la cosa non accade spesso, sono perfettamente in accordo con Ivan Cavicchi quando afferma che \u201cil <strong>ddl Lorenzin<\/strong> non si occupa dei problemi reali delle professioni e dei cittadini, ignora l\u2019immenso divario che esiste tra i problemi delle professione, gli ordini e i collegi, n\u00e9 rimuove la contrapposizione tra le professioni e i cittadini (<strong>contenzioso legale<\/strong>, medicina difensiva, eccesso di proceduralismo, ecc).<\/p>\n<p>La <em>ratio<\/em> su cui si basa da sempre la <strong>legislazione<\/strong> sugli ordini \u00e8 quello della \u201cdoppia tutela\u201d, per cui i diritti dei cittadini sono garantiti dai doveri professionali. Oggi le professioni, spesso per <strong>ragioni finanziarie<\/strong>, per riduzioni degli organici, per limiti budgetari e altro, non sono in condizione di fare il loro dovere con la conseguenza che il <strong>malato<\/strong> pu\u00f2 non essere pi\u00f9 deontologicamente garantito la proposta di legge anzich\u00e9 preoccuparsi di risolvere i problemi dei cittadini e delle professioni, definendo una deontologia all\u2019altezza dei tempi, punta a cambiare semplicemente la propria mission ma solo per allargare il proprio potere istituzionale. Queste proposte andrebbero semplicemente respinte perch\u00e9 non risolvono nessuno dei problemi gravi delle professioni\u201d.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 il <strong>ddl Lorenzin<\/strong> pone drammaticamente e paradossalmente una domanda sulla <strong>utilit\u00e0 degli Ordini Professionali<\/strong>, che cos\u00ec come concepiti oggi hanno esclusivamente il compito di curare l\u2019aggiornamento degli albi professionali ed intervenire sui propri iscritti per quanto attiene gli aspetti disciplinari, etici e deontologici. Ebbene oggi tutto questo non basta, il <strong>ruolo del medico nella societ\u00e0 attuale<\/strong> deve necessariamente cambiare (certamente non la mission), in sintonia con i profondi cambiamenti della societ\u00e0. L\u2019Ordine dei Medici e degli <strong>Odontoiatri<\/strong>, che ricordo essere un ente di <strong>diritto pubblico<\/strong>, a mio modesto parere, deve contribuire in maniera pi\u00f9 ampia e competente al governo della professione intervenendo, quale interlocutore privilegiato, in tutti i processi decisionali che coinvolgono i medici e la loro <strong>professione<\/strong>, nelle sedi nazionali e regionali.<\/p>\n<p>Pertanto in conclusione spero fortemente che ci sia la possibilit\u00e0 di rivedere complessivamente l\u2019impianto di questa norma, permettendo ai medici di interloquire con il Ministro e con il <strong>Governo<\/strong> su una proposta di modernizzazione degli <strong>Ordini e del governo<\/strong> della <strong>Professione<\/strong>, senza che questo ancora una volta ci venga calato dall\u2019alto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Pubblicato sul Notiziario Cimop Luglio 2017<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Fausto Campanozzi Presidente nazionale Cimop Chi vi scrive ha iniziato il proprio cammino di medico nel 1972, anno in cui mi iscrissi al primo anno della Facolt\u00e0 di Medicina dell\u2019Universit\u00e0 di Bari, credendo fortemente nel valore etico della professione che stavo scegliendo. 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