{"id":628,"date":"2016-07-25T17:08:55","date_gmt":"2016-07-25T17:08:55","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/cimop\/?p=628"},"modified":"2016-07-25T17:08:55","modified_gmt":"2016-07-25T17:08:55","slug":"le-politiche-sanitarie-e-la-storia-del-gambero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/le-politiche-sanitarie-e-la-storia-del-gambero\/","title":{"rendered":"L&#8217;intervento: le politiche sanitarie e la storia del gambero"},"content":{"rendered":"<p>A cavallo degli anni 80 e 90, la <strong>sanit\u00e0 italiana<\/strong> si stava trasformando profondamente, e il mondo della sanit\u00e0 convenzionata stava evolvendo da un mondo marginale dove si rifugiavano baroni universitari e medici ospedalieri il cui unico interesse era quello di fare soldi e integrare le loro entrate salariale. Spesso il tutto si traduceva in sottrazione di pazienti dalla loro struttura pubblica verso la struttura privata.<\/p>\n<p>Le <strong>strutture private<\/strong>, siano convenzionate o no, erano delle semplici attivit\u00e0 commerciali in cui il concetto di qualit\u00e0 era del tutto secondario \u2013 per la verit\u00e0 c\u2019erano strutture di qualit\u00e0 che svolgevano \u00a0onestamente il loro lavoro di servizio sanitario pubblico &#8211;\u00a0 e le <strong>riforme sanitarie<\/strong> che si susseguivano negli anni 80 avevano, in parte, sovvertito questa immagine della sanit\u00e0 privata e si cominciava a parlare di organico medico, di <strong>medici dipendenti<\/strong> con un contratto di lavoro degno di questo nome; si cominciava a creare una barriera di incompatibilit\u00e0 tra il lavoro nelle strutture pubbliche ed in quelle accreditate.<\/p>\n<p>Erano gli anni della speranza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/OSPEDALE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-161 alignleft\" src=\"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/OSPEDALE-300x168.jpg\" alt=\"OSPEDALE\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/OSPEDALE-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/OSPEDALE-600x335.jpg 600w, https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/OSPEDALE.jpg 680w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Improvvisamente il sogno ha cominciato a svanire.<\/p>\n<p>Due eventi legislativi hanno sconvolto la sanit\u00e0, la riforma costituzionale e la introduzione del sistema di remunerazione a DRG. Il primo evento ha assegnato alle <strong>Regioni l\u2019esclusivit\u00e0 nella gestione del servizio sanitario<\/strong>: ci siamo trovati con 20 Servizi Sanitari, ognuno che galoppa per conto proprio, con prestazioni sanitarie remunerate in modo diverso tra una Regione e l\u2019altra. Anzich\u00e9 incentivare la qualit\u00e0 delle prestazioni sanitarie creando una sana e corretta competizione tra le regioni e tra il circuito ospedaliero pubblico e quello privato, \u00a0questo sistema ha prodotto una mole di sprechi ed inefficienze che hanno causato la dequalificazione delle prestazioni in tante Regioni mentre in altre &#8211; poche per la verit\u00e0 &#8211; un salto di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Elemento comune in tutti i contesti: il debito sanitario fuori controllo.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 porta ad una conseguenza logica: lo Stato non pu\u00f2 pi\u00f9 appianare i debiti di tutti; ogni Regione deve provvedere a coprire le proprie spese sanitarie con mezzi propri. In poche parole, significa maggiori tasse sui cittadini.<\/p>\n<p>In questo panorama desolante, le strutture private accreditate avrebbero potuto sopperire alle carenze del sistema pubblico ma cos\u00ec non \u00e8 stato. L\u2019esplosione del debito sanitario costringe il Governo a commissariare la sanit\u00e0 di quelle Regioni in affanno e comunque, alla fine dei conti, a scapito dei cittadini utenti.<\/p>\n<p>L\u2019altro evento nefasto \u00e8 l\u2019introduzione del <strong>sistema di remunerazione a DRG<\/strong>, mutuato dal sistema di remunerazione della sanit\u00e0 americana, stravolto nel suo significato e adattato alla bisogna del nostro SSN. Ogni Regione, nella sua autonomia stabilisce le tariffe sulla scorta di un tariffario nazionale base; la conseguenza \u00e8 che le tariffe per le stesse prestazioni erano diverse, in pi\u00f9 o meno rispetto al tariffario nazionale e, purtroppo, questa situazione resiste anche oggi.<\/p>\n<p>La determinazione del Budget delle strutture accreditate, e la diversit\u00e0 delle tariffe di remunerazione delle prestazioni ha, in fin dei conti, ucciso la contrattazione collettiva nazionale. La controparte datoriale si trova nell\u2019impossibilit\u00e0 di determinare regole contrattuali uniche valide su tutto il territorio nazionale.<\/p>\n<p>A chiudere il cerchio arriva la nuova visione gestionale delle amministrazioni delle strutture accreditate: meno personale dipendente, pi\u00f9 flessibilit\u00e0 &#8211; persino con il personale infermieristico- nel gestire l\u2019organico e braccia aperte ai pensionati del sistema pubblico, tutti elementi che possono far sparire la figura del medico dipendente e dell\u2019organico della struttura accreditata.<\/p>\n<p>Anche molte strutture private accreditate continuano ad offrire prestazioni di qualit\u00e0 con un proprio organico, il panorama non cambia. Una grossa fetta delle strutture hanno adottato il passo del gambero; per sopravvivere o per mantenere un dividendo economico alla fine di ogni anno.<\/p>\n<p>Come andr\u00e0 a finire? La risposta dovrebbero averla la politica e &#8211; perch\u00e9 no &#8211; la <strong>sanit\u00e0 privata accreditata.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mohammad Alkilani<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cavallo degli anni 80 e 90, la sanit\u00e0 italiana si stava trasformando profondamente, e il mondo della sanit\u00e0 convenzionata stava evolvendo da un mondo marginale dove si rifugiavano baroni universitari e medici ospedalieri il cui unico interesse era quello di fare soldi e integrare le loro entrate salariale. 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