{"id":621,"date":"2016-07-25T16:14:14","date_gmt":"2016-07-25T16:14:14","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/cimop\/?p=621"},"modified":"2016-07-25T16:14:14","modified_gmt":"2016-07-25T16:14:14","slug":"621","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/621\/","title":{"rendered":"Il contratto che vorrei&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Dopo gli incontri con AIOP E ARIS all&#8217;indomani della mia elezione a segretaria, ho condotto una lunga trattativa con le due associazioni datoriali nel tentativo di attivare un unico tavolo di trattative per il rinnovo del ccnl con tutti gli attori presenti: Cimop \u2013 Aiop \u2013 Aris.<br \/>\nAl momento, per\u00f2, l\u2019intesa non c\u2019\u00e8 stata e dunque saremo costretti a continuare a lavorare su tavoli separati.<br \/>\nAiop ha gi\u00e0 iniziato a lavorare riprendendo gli incontri il 17 maggio 2016, in commissione ristretta, con l\u2019obbiettivo di concordare un calendario delle riunioni in modo da poter entrare al pi\u00f9 presto nel vivo delle trattative.<br \/>\nAris ha preannunciato una convocazione del tavolo per i primi di giugno.<br \/>\nInsomma ci siamo!<br \/>\nQuale sar\u00e0 il nostro prossimo contratto al momento \u00e8 difficile da ipotizzare. \u00c8 importante ricordare che il vigente ccnl prevede per i medici un rapporto di lavoro di tipo impiegatizio con una strutturazione delle funzioni dei medici legate ancora alle vecchie figure di assistente, aiuto e primario.<br \/>\nDal 2005 ad oggi il quadro legislativo del mondo del lavoro \u00e8 stato completamento stravolto. L\u2019introduzione della legge 92\/2012 (cosiddetta Riforma Fornero) e del Jobs Act ha reso inoltre l\u2019attuale articolato contrattuale superato e privo di alcune tutele soprattutto per coloro che sono stati assunti dopo marzo 2015, mese di entrata in vigore del Jobs Act. Voglio anche aggiungere che con la riforma Fornero \u00e8 stata anche rivista l\u2019et\u00e0 pensionabile. Anche noi medici del settore privato dovremo quindi andare in pensione a quasi 70 anni. Dobbiamo tener conto anche di questo nuovo aspetto.<br \/>\nNel corso degli anni Cimop ha sperimentato, in alcune realt\u00e0 aziendali, nuove formule contrattuali con l\u2019introduzione della figura del dirigente medico. Parliamo dei Contratti Integrativi Aziendali (CIA) di Fondazione Poliambulanza di Brescia, Montecatone Rehabilitation Institute di Montecatone (Imola), dell\u2019Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano. Sono tutte strutture d\u2019eccellenza con le quali \u00e8 stato possibile trovare intese per una riformulazione della flessibilit\u00e0, riconoscimenti di premi di produttivit\u00e0 e riconoscimenti economici per il lavoro svolto dai medici. In alcune di queste aziende \u00e8 stata anche concordata una deroga al ccnl, relativamente, ad esempio, ai giorni di festivit\u00e0 soppressa a cui, i medici hanno rinunciato per andar incontro alle esigenze di produttivit\u00e0 aziendale e mantenere il livello di retribuzione in essere. Vi \u00e8 tuttavia da dire che in queste aziende il CIA ha introdotto livelli di retribuzione che riducono il gap con quelli del settore pubblico.<br \/>\nSeguiremo questi modelli nella trattativa nazionale? Ancora non lo sappiamo. Certo \u00e8 che nelle tre realt\u00e0 sopra citate si \u00e8 riusciti a trovare un\u2019intesa organizzativa ed economica che ha soddisfatto le parti.<br \/>\nPurtroppo l\u2019esistenza di 21 diversi sistemi regionali temo andranno ad influenzare le trattative, come peraltro hanno gi\u00e0 influenzato l\u2019applicazione dell\u2019accordo ponte economico del 2009.<br \/>\nProviamo per\u00f2 ad analizzare le possibili tipologie di contratto collettivo che si potrebbero delineare.<\/p>\n<p><strong>Ipotesi A: rivisitazione 2005.<\/strong><br \/>\nIl primo tipo \u00e8 una rivisitazione del ccnl del 2005, che, lo ricordiamo, si rif\u00e0 alle vecchie \u201ccategorie\u201d: Primario, Aiuto, Assistente, seppur individuate con altre terminologie. Si tratta quindi di lavoratori subordinati, inquadrabili legislativamente nella categoria Quadri, con i diritti che ci\u00f2 comporta (oggi molto diminuiti), quali orario fisso, diritto alle straordinarie (ma oggi sempre pi\u00f9 ristrette in normative aziendali tendenti al loro rigido controllo e poco remunerate), e quali garanzie sui licenziamenti, oggi anch\u2019esse molto ridotte.<\/p>\n<p><strong>Ipotesi B: inquadramento unico.<\/strong><br \/>\nIl secondo tipo prevede invece l\u2019inquadramento unico come dirigenti. Non si tratta in realt\u00e0 di dirigenti veri e propri, dato che soltanto due sono le vere figure di dirigenti: il Direttore sanitario e il Responsabile di unit\u00e0 complessa (cio\u00e8 il vecchio Primario): i cosiddetti dirigenti apicali. Gli altri sarebbero pseudo-dirigenti (modello pubblico), il che non significa che siano falsi dirigenti, ma dirigenti sottoposti ad altri dirigenti.<br \/>\nCome funziona l\u2019inquadramento delle figure di assistente, aiuto e primario lo conosciamo molto bene e non entro nel merito. Proviamo invece ad esaminare l\u2019altra possibile soluzione, quella della dirigenza.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 l\u2019inquadramento unico.<\/strong><br \/>\nQuello che preme molto alle aziende \u00e8 l\u2019inquadramento unico, il che comporta che le \u201cmansioni\u201d superiori a quelle di base non sono \u201ccategorie in senso stretto\u201d, ma incarichi a tempo. Per cui il Responsabile di unit\u00e0 complessa lo \u00e8 per tre anni, scaduti i quali pu\u00f2 essere o meno confermato, oppure addirittura revocato ante tempus (se sussistono i motivi). Ci\u00f2 consente una \u201cflessibilit\u00e0\u201d che altrimenti, con il sistema classico rigido, non sarebbe possibile. Ci\u00f2 comporta evidenti rischi, soprattutto per i cosiddetti primari, ma consente di estendere le categorie, non limitandole a tre: responsabile di unit\u00e0 complessa, di unit\u00e0 semplice, dipartimento, reparto, alta specialit\u00e0, ecc., basta un po\u2019 di fantasia.<\/p>\n<p><strong>Orari e straordinari.<\/strong><br \/>\nIl dirigente, genericamente parlando, non ha notoriamente un orario di lavoro fisso (questo non piace ai medici che vogliono, invece, un orario definito come anche ribadito dalla dlgs161\/2014), ma nulla vieta che lo si pre-determini contrattualmente in 38 ore. Noi sappiamo che le aziende tendono a non pagare le straordinarie, ma in alcuni CIA \u00e8 stato previsto che le prime tot ore siano \u201cregalate\u201d (in Fondazione Poliambulanza di Brescia e in IEO di Milano le ore di franchigia sono 40): tale \u201cregalo\u201d \u00e8 stato accettato dai medici, ma tutte le restanti ore eccedenti sono retribuite tramite un sistema di banca flex o possono essere recuperate in aggiunta alle ferie. In alcune aziende \u00e8 anche stato introdotto un riconoscimento di forfetizzazione di orario straordinario, concordato con i medici, che definisce un \u201cquid\u201d in pi\u00f9 al mese quale riconoscimento di uno storico orario eccedente svolto. Insomma \u00e8 possibile trovare soluzioni vantaggiose per i medici.<\/p>\n<p><strong>Risoluzione del rapporto.<\/strong><br \/>\nOggi abbiamo una situazione che prevede due condizioni:<br \/>\nai medici assunti ante 5 marzo 2015 si applica la normativa Fornero, che gi\u00e0 non prevedeva la reintegrazione in modo automatico, ma solo, molto spesso, un risarcimento danni; ai medici assunti dopo il 5 marzo 2015 si applica il Jobs Act, che non prevede la reintegrazione nel posto di lavoro (se non in caso di licenziamento discriminatorio) ma solo un risarcimento, peraltro veramente basso.<br \/>\nNella situazione odierna \u00e8 assolutamente impensabile che un medico illegittimamente licenziato, e poi reintegrato con sentenza, scelga di tornare a lavorare nella clinica da cui \u00e8 stato cacciato (seppur illegittimamente). Preso atto di questo, dobbiamo quindi ragionare al di fuori della Fornero e del Jobs Act.<br \/>\nPeraltro, la normativa sui licenziamenti individuali (Fornero e Jobs Act) non si applica ai dirigenti. Sicch\u00e9, teoricamente, dato che abbiamo detto che ai medici verrebbe riconosciuta la qualifica di dirigente, essi rimarrebbero senza tutela. Dobbiamo quindi trovare una normativa contrattuale di tutela e possiamo avvalerci dei nostri consulenti legali che ci aiuteranno a trovare delle soluzioni come gi\u00e0 sperimentato nei tre CIA sottoscritti da Cimop con il supporto dello studio legale Berruti di Brescia. L\u2019esempio dei ccnl dei dirigenti ci d\u00e0 una mano, ma sappiamo che la controparte, se ieri era disponibile a discutere di ci\u00f2, con l\u2019entrata in vigore del Jobs Act \u00e8 propensa a rivedere la sua posizione.<\/p>\n<p><strong>Le nuove riforme.<\/strong><br \/>\nLe riforme contenute nel Jobs Act, che interessano i medici, sono soprattutto due:<br \/>\n1) il demansionamento;<\/p>\n<p>2) la risoluzione del rapporto.<br \/>\nQuanto al demansionamento, vige oggi la regola che demansionare si pu\u00f2, o con il consenso del medico o in presenza di alcune circostanze, previste dalla legge. Che cosa significa demansionare nella attuale situazione prevista nel contratto collettivo Cimop: un medico \u00e8 contrattualmente inquadrato in almeno 3 categorie classiche: primario, aiuto, assistente (sto ovviamente parlando della situazione generale, e non delle cliniche che hanno rideterminato l\u2019organizzazione aziendale con un Contratto Integrativo Aziendale). Oggi un\u2019azienda potrebbe concordare con un primario il demansionamento ad aiuto o addirittura ad assistente, con la minaccia di un licenziamento, ad esempio per soppressione della funzione o del reparto stesso. In tali casi c\u2019\u00e8 ben poco da fare, con la situazione legislativa attuale. Si sono gi\u00e0 viste avvisaglie di ci\u00f2 in alcune aziende lombarde. Nelle Marche, addirittura, i medici, a seguito del passaggio da una propriet\u00e0 all\u2019altra hanno dovuto accettare un penalizzante demansionamento pena la perdita del posto di lavoro.<br \/>\nLa soluzione ad una tale situazione \u00e8 quella di regolamentare la materia con il contratto collettivo nazionale, e l\u2019utilizzo del sistema degli incarichi a tempo pu\u00f2 essere una soluzione: rischiosa, certo, perch\u00e9 al termine del periodo concordato non vi \u00e8 certezza della riconferma, ma almeno per tutto quel periodo l\u2019azienda non pu\u00f2 demansionare, salvo i casi di giusta causa.<br \/>\nSul tema dei licenziamenti, per i neo assunti la situazione \u00e8 diventata davvero difficile: un medico con poca anzianit\u00e0 pu\u00f2 essere licenziato con poco prezzo per l\u2019azienda: \u00e8 assolutamente necessario concordare soluzioni alternative all\u2019applicazione del Jobs Act, e la soluzione indennitaria prevista dai Ccnl dei dirigenti, gi\u00e0 oggi in vigore, pu\u00f2 essere una valida alternativa. trovare un sistema alternativo al Jobs Act\u2026<\/p>\n<p><strong>Pause e riposi.<\/strong><br \/>\nDopo vari studi, incontri e dibattiti, anche, attraverso la consulenza del nostro legale avvocato Berruti, mi pare di poter cos\u00ec riassumere la situazione:<br \/>\n1) Il D.Lgs 66\/2003 prevede (art. 7) che un lavoratore debba riposare per almeno 11 ore consecutive entro le 24 ore: nel sistema a turni, quindi, bisogna calcolare le 24 ore a ritroso dal momento dello \u201csmonto\u201d. Se ho lavorato dalle 20 alle 8 di mattina, quante ore ho riposato consecutivamente tra le 8 di mattina del giorno precedente e le 20 quando ho iniziato a lavorare?<br \/>\n2) L\u2019art. 17 dello stesso D.Lgs prevede che i contratti collettivi possano derogare al limite delle 11 ore, e infatti il Ccnl CIMOP ha derogato portando le ore di riposo a 9.<br \/>\n3) La legge del 2014, entrata in vigore il 25 novembre 2015, ha abrogato la legge del 2008 che escludeva il settore sanitario dall\u2019obbligo delle 11 ore.<br \/>\n4) Qualcuno sostiene che \u201cla legge 161\/2014 si applica solo al settore pubblico\u201d, non \u00e8 vero, perch\u00e9 la legge si applica a tutti ma nel settore privato (ove si applichi il Ccnl Cimop) non ha effetti perch\u00e9 vi \u00e8 gi\u00e0 una norma contrattuale che, in base all\u2019art. 17 del D.Lgs. 66\/2003, ha legittimamente derogato a quel limite.<br \/>\nCimop ha comunque inoltrato al riguardo un interpello al Ministero del Lavoro il 7 dicembre 2015 e a tutt\u2019oggi non ha ricevuto risposta. Ancora \u00e8 presto per formulare qualsiasi tipo di ipotesi anche se c\u2019\u00e8 stata un\u2019apertura da parte delle Associazioni Datoriali a trovare delle nuove soluzioni.<\/p>\n<p><strong>Che ne \u00e8 dell\u2019accordo ponte.<\/strong><br \/>\nUna questione importante da tenere presente, e gi\u00e0 rappresentata sui tavoli di trattative, \u00e8 la questione non risolta dell\u2019applicazione integrale dell\u2019Accordo Ponte economico del 2009 nelle regioni sottoposte a \u201cpiano di rientro\u201d o a \u201ccommissariamento\u201d. Di fatto in quasi tutte le regioni del centro e del sud non \u00e8 stato possibile raggiungere l\u2019accordo con le associazioni datoriali sulla quota di incremento contrattuale prevista dall\u2019Accordo Ponte, cio\u00e8 il restante 50%.<\/p>\n<p><strong>Il silenzio della Don Gnocchi.<\/strong><br \/>\n\u00c8 infine obbligatoria una nota per i medici che lavorano in Fondazione don Gnocchi. Ad oggi Cimop non ha ricevuto alcuna comunicazione da parte di FdG. La nostra segreteria uscente aveva avuto dei contatti tra novembre e dicembre 2015, ma senza che ci\u00f2 abbia portato ad una concretizzazione dei contatti fissando un incontro esplorativo che era ci\u00f2 da noi richiesto. Ho intrapreso con FdG una serie di contatti che spero, questa volta, possano concretizzarsi in un incontro a livello politico in modo da capire l\u2019orientamento in questo importante settore riabilitativo. Dovremo valutare l\u2019opportunit\u00e0 di costituire una commissione ad hoc in considerazione della particolare tipologia di attivit\u00e0 svolta nel settore della riabilitazione. Insomma non sar\u00e0 un lavoro facile ma ci sono tutti i presupposti per trovare un\u2019intesa.<br \/>\nAlla nostra commissione che ci rappresenta al tavolo delle trattative diciamo: BUON LAVORO!<\/p>\n<p><strong>Carmela De Rango<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo gli incontri con AIOP E ARIS all&#8217;indomani della mia elezione a segretaria, ho condotto una lunga trattativa con le due associazioni datoriali nel tentativo di attivare un unico tavolo di trattative per il rinnovo del ccnl con tutti gli attori presenti: Cimop \u2013 Aiop \u2013 Aris. 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