{"id":1239,"date":"2019-06-22T07:32:39","date_gmt":"2019-06-22T07:32:39","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/cimop\/?p=1239"},"modified":"2020-04-14T21:18:15","modified_gmt":"2020-04-14T19:18:15","slug":"media-pazienti-medici-il-patto-dacciao-di-cimop-secondo-de-rango","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/media-pazienti-medici-il-patto-dacciao-di-cimop-secondo-de-rango\/","title":{"rendered":"Media, pazienti, medici: il patto d&#8217;acciaio Cimop secondo De Rango"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cdr1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1240\" src=\"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cdr1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cdr1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cdr1-600x800.jpg 600w, https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cdr1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cdr1-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cdr1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Pubblichiamo l&#8217;intervento del segretario nazionale Cimop, Carmela <strong>De Rango,<\/strong> in occasione della tavola rotonda &#8220;La comunicazione medico sanitaria: perimetro, strategie, opportunit\u00e0&#8221; del 21\/06\/2019 a Roma.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.cimop.it\/cimop2\/?p=1290\" data-wplink-url-error=\"true\">(QUI IL VIDEO INTEGRALE)<\/a><\/p>\n<p>Ha scritto il sociologo Zygmunt Bauman che il fallimento di una relazione \u00e8 quasi sempre un fallimento di comunicazione. \u00c8 questa una ragione in pi\u00f9 investire massicciamente sul tema centrale a cui questa tavola rotonda \u00e8 dedicata.<\/p>\n<p>Comunicare significa letteralmente mettere in comune, ma anche divulgare, rendere noto e trasmettere. E farlo, coinvolgendo due interlocutori assolutamente peculiari come il medico e il paziente, \u00e8 la grande sfida a cui il mondo sindacale, Cimop in testa, \u00e8 chiamato nel prossimo decennio.<\/p>\n<p><strong>PAPA<\/strong><\/p>\n<p>Proprio su queste due figure voglio porre l\u2019attenzione, riportando alcuni passaggi del discorso di <strong>Papa Francesco del 19 maggio scorso<\/strong>: \u201cNegli ultimi decenni, il sistema di assistenza e di cura si \u00e8 trasformato radicalmente, e con esso sono mutati anche il modo di intendere la medicina e il rapporto stesso con il malato. La tecnologia ha raggiunto traguardi sensazionali e insperati e ha aperto la strada a nuove tecniche di diagnosi e di cura, ponendo per\u00f2 in modo sempre pi\u00f9 forte problemi di carattere etico. Infatti, molti ritengono che qualunque possibilit\u00e0 offerta dalla tecnica sia di per s\u00e9 moralmente attuabile, ma, in realt\u00e0, di ogni pratica medica o intervento sull\u2019essere umano si deve prima valutare con attenzione se rispetti effettivamente la vita e la dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>Proprio lo sforzo di trattare i malati come persone, e non come numeri, deve essere compiuto nel&nbsp;nostro tempo e tenendo conto della forma che il sistema sanitario ha progressivamente assunto.&nbsp;La sua aziendalizzazione, che ha posto in primo piano le esigenze di riduzione dei costi e&nbsp;razionalizzazione dei servizi, ha mutato a fondo l\u2019approccio alla malattia e al malato stesso, con&nbsp;una preferenza per l\u2019efficienza che non di rado ha posto in secondo piano l\u2019attenzione alla&nbsp;persona, la quale ha l\u2019esigenza di essere capita, ascoltata e accompagnata, tanto quanto ha bisogno di una corretta diagnosi e di una cura efficace.<\/p>\n<p>La cura che prestate ai malati, cos\u00ec impegnativa e coinvolgente, esige che ci si prenda cura anche&nbsp;di voi. Infatti, in un ambiente dove il malato diventa un numero, anche voi rischiate di diventarlo e di essere \u201cbruciati\u201d da turni di lavoro troppo duri, dallo stress delle urgenze o dall\u2019impatto emotivo.&nbsp;\u00c8 quindi importante che gli operatori sanitari abbiano tutele adeguate nel loro lavoro, ricevano il giusto riconoscimento per i compiti che svolgono e possano fruire degli strumenti adatti per essere sempre motivati e formati.<\/p>\n<p>Proprio quello della formazione \u00e8 un obiettivo\u2026., che vi invito a portarlo avanti con determinazione, in un momento nel quale spesso si perdono di vista i valori pi\u00f9 basilari del rispetto e della tutela della vita di tutti\u201d.<\/p>\n<p><strong>ESSERE MEDICI O FARE I MEDICI?<\/strong><\/p>\n<p>Le parole di Papa Francesco trovano supporto nei dati. In Italia gi\u00e0 dagli anni 2000 i dati Enpam segnalavano che la percentuale di medici che andavano in pensione prima dei 65 anni era in salita passando dal 2,5% nel 2001 al 27,4% nel 2010. Ma non \u00e8 un problema solo del nostro Paese.<\/p>\n<p>A questo scenario deve essere aggiunto il carico burocratico sempre pi\u00f9 pesante, la pressione delle aziende per il raggiungimento di obiettivi sempre pi\u00f9 ambiziosi a parit\u00e0 o addirittura con minori di risorse, linee guida spesso proposte non come indirizzi alla pratica clinica ma come rigidi protocolli. Da tutto ci\u00f2 deriva perdita di autonomia professionale, con un professionista, il medico appunto, che appare disilluso per una professione scelta con altri ideali ed aspettative. I dati europei ed americani evidenziano un\u2019elevata incidenza di \u201cburn-out\u201d medico. Il termine \u201cburn-out\u201d comprende \u201cl\u2019esaurimento emotivo, la depersonalizzazione, la sensazione di non essere efficaci, una crisi infine di identit\u00e0 e di significato\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019aumento esponenziale delle <strong>richieste risarcitorie,<\/strong> le lungaggini e l\u2019imprevedibilit\u00e0 della macchina giudiziaria, le incertezze della copertura assicurativa condizionano e minano in profondit\u00e0 il rapporto fiduciario medico-paziente. Dobbiamo inoltre tenere in considerazione il forte impatto che ha sul medico il doversi difendere da un\u2019accusa di malpractice. \u00c8 un\u2019esperienza devastante, che trasforma il vissuto quotidiano, non solo professionale, un trauma profondo che condiziona a lungo, indipendentemente dal merito contestato, la vita del medico. Perde sicurezza in s\u00e9 stesso, nella sua capacit\u00e0 di andare avanti, di affrontare le difficolt\u00e0 e le incertezze con le quali ogni giorno si deve misurare<\/p>\n<p>In un sondaggio della <strong>School of Medicine di Chicago<\/strong> di qualche anno fa, pi\u00f9 del novanta per cento degli studenti e degli specializzandi ha dichiarato di essere stato testimone, nel corso del tirocinio clinico, di situazioni cliniche ascrivibili alla cos\u00ec detta <strong>medicina difensiva.<\/strong> Il fenomeno esiste, \u00e8 universale e radicalmente coinvolgente.&nbsp;A fronte di un sempre maggiore miglioramento degli standard assistenziali, permangono le richieste di risarcimento anche molto onerose.<\/p>\n<p><strong>PERCHE&#8217; DIFENDERSI<\/strong><\/p>\n<p>Ma allora perch\u00e9 siamo costretti a difenderci? Perch\u00e9 la divulgazione mediatica ha indotto nell\u2019opinione pubblica la percezione che l\u2019errore medico sia frequente e non giustificabile in un\u2019epoca in cui si pu\u00f2 curare tutto e si deve guarire sempre e a tutti i costi.<\/p>\n<p>Il tema della responsabilit\u00e0 professionale e del rischio assicurativo rappresenta quindi ancora una delle attuali principali criticit\u00e0 della sanit\u00e0.&nbsp;Dall\u2019inizio degli anni duemila anche in Italia stiamo osservando una situazione che fino al&nbsp;secolo scorso ci era estranea: campagne pubblicitarie di societ\u00e0 e studi legali che offrono i&nbsp;propri servizi per cause legate alla sanit\u00e0; fatto che inizialmente ha suscitato <strong>discussioni e&nbsp;dibattiti all\u2019interno delle associazioni di categoria<\/strong> ma non solo.<\/p>\n<p>L\u2019associazione \u201cAmami\u201d ha&nbsp;risposto a queste accuse con un video che ha creato ulteriori polemiche.&nbsp;Ma come si \u00e8 arrivati a questo punto? Le cause di questa evoluzione sono molteplici. Tra&nbsp;queste l\u2019aumento delle aspettative dei pazienti ed il ruolo dei nuovi sistemi di comunicazione&nbsp;basati su internet. Il progresso medico-scientifico ha ingenerato nei pazienti delle grandiaspettative che talvolta giungono a vere e proprie pretese di guarigione o di \u201cevitare di&nbsp;ammalarsi\u201d. Di pari passo con le aspettative nei confronti della Medicina \u00e8 cresciuta la sfiducia&nbsp;del cittadino nei confronti di un sistema sanitario che talvolta fatica a corrispondere a tali&nbsp;aspettative.<\/p>\n<p>I mass-media danno ormai stabilmente risalto ai casi di cosiddetta \u201cmalasanit\u00e0\u201d e negli&nbsp;anni scorsi spesso sono stati divulgati anche dati quantitativi, che facevano generalmente&nbsp;riferimento ai rapporti diffusi da Cittadinanzattiva (Tribunale per i Diritti del Malato) ed al&nbsp;rapporto della Commissione Parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sullecause dei disavanzi sanitari regionali.<\/p>\n<p>Nel corso del 2014 i Giudici della 1a sezione civile del Tribunale di Milano hanno&nbsp;reintrodotto il principio della extracontrattualit\u00e0 limitatamente ai singoli professionisti (non per la struttura) e questo nuovo indirizzo \u00e8 stato recentemente \u201crecepito\u201d dalla Legge 24 del 2017 (cosiddetta Legge Gelli).<\/p>\n<p>Un altro ruolo determinante avuto dalla giurisprudenza nel corso degli ultimi venti anni \u00e8&nbsp;stato quello relativo alla valorizzazione dei danni, con un crescente aumento delle somme&nbsp;riconosciute a titolo di risarcimento in caso di violazione del diritto alla salute.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ha portato all\u2019attuale crisi del sistema \u00e8 stato a partire dagli anni \u201990 l\u2019incremento&nbsp;dei sinistri risarciti che \u00e8 aumentato dal 1994 al 2009 di 4 volte, e che solo negli ultimi anni&nbsp;parrebbe essersi dapprima stabilizzato e successivamente avere iniziato a decrescere.<\/p>\n<p>Ma va precisato che dati reali effettivamente rappresentativi a livello nazionale non ne esistono, per cui le sintesi che si traggono da quelli disponibili sono per necessit\u00e0 parziali e non confrontabili fra loro.<\/p>\n<p><strong>COSTI<\/strong><\/p>\n<p>Oltre all\u2019aumento della frequenza dei sinistri si \u00e8 assistito ad un costante incremento del&nbsp;costo medio degli stessi, che \u00e8 stimato in circa 92 mila \u20acuro dall\u2019Ania (per i sinistri 2016 delle&nbsp;strutture), pari a circa 97 mila \u20acuro nella casistica riportata nel Report Medmal di Marsh del&nbsp;2017. Questo notevole aumento \u00e8 una conseguenza diretta della evoluzione degli&nbsp;orientamenti della giurisprudenza nella valorizzazione economica dei danni.<\/p>\n<p>Le trasformazioni sociali e quelle giuridiche hanno portato ad un incremento dei costi&nbsp;assicurativi dell\u2019attivit\u00e0 sanitaria cui sono conseguiti la modifica delle polizze (da loss&nbsp;occurrence a claims made) ed il progressivo aumento delle franchigie e dei premi assicurativi,&nbsp;fino all\u2019attuale difficolt\u00e0 di reperire sul mercato una copertura assicurativa.&nbsp;Nel decennio 1999-2009, stando ai dati ANIA, i premi sono aumentati al tasso annuale&nbsp;del 12,5%, Nel decennio 2001-2011 il tasso annuale di crescita \u00e8 stato del 7,3% (5,5% per le&nbsp;strutture sanitarie e 10,3% per i professionisti). Nel periodo 2004-2014 il tasso annuo di&nbsp;crescita si \u00e8 ridotto al 5,2% (2,4% per le strutture sanitarie e 9,4% per i professionisti). Al 31&nbsp;dicembre 2014 il rapporto medio sinistri\/premi per le varie generazioni ha raggiunto il 165,3%6.<\/p>\n<p>Altro effetto dell\u2019incremento del rischio assicurativo \u00e8 stato lo sviluppo incontrollato della&nbsp;medicina difensiva, positiva (quando si procede con esami e ricoveri evitabili o si prescrivono farmaci inutili) e negativa (ovvero quando si rifiutano pazienti \u201ca rischio\u201d). Si calcola che la spesa per esami, ricoveri e farmaci non indicati ammonti a 10-12 miliardi di \u20acuro l\u2019anno, pari a quasi il 10% della spesa sanitaria totale.&nbsp;Le principali soluzioni a queste problematiche richiedevano un intervento del legislatore.<\/p>\n<p><strong>LEGGE GELLI<\/strong><\/p>\n<p>Dopo un lungo iter parlamentare, il 1\u00b0 aprile del 2017 \u00e8 stata approvata la Legge n. 24&nbsp;del 2017 \u201cDisposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilit\u00e0 professionale degli esercenti le professioni sanitarie\u201d (nota come Legge Gelli).<\/p>\n<p>Si tratta della prima legge nazionale che affronta in modo organico i temi della sicurezza&nbsp;delle cure e della responsabilit\u00e0 di chi opera in ambito sanitario, introducendo norme che&nbsp;richiedono da parte delle strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, una maggiore diffusione della cosiddetta \u201ccultura del rischio\u201d ed un cambiamento organizzativo che tenga conto della ridefinizione della responsabilit\u00e0 degli operatori sanitari.<\/p>\n<p>La nuova legge si pone l\u2019obiettivo di migliorare la sicurezza delle cure rendendola&nbsp;omogenea sull\u2019intero territorio nazionale e di contrastare alcuni fenomeni divenuti critici per il sistema sanitario: la difficolt\u00e0 a trovare coperture assicurative accessibili, l\u2019allontanamento dei giovani medici dalle specialit\u00e0 pi\u00f9 esposte al contenzioso, la medicina difensiva, nel rispetto della tutela dei pazienti e del diritto al risarcimento in caso di danno ingiusto.<\/p>\n<p>Ma a tutt\u2019oggi, sono presenti in Italia organizzazioni che promettono risarcimenti a costi zero impazzano sulla rete e sui canali televisivi. Ricordiamo tutti il recentissimo spot televisivo di Enrica Bonaccorti su cui \u00e8 intervenuta con determinazione la nostra FNOMCeO anche tramite petizioni di divieto di trasmissione sottoscritte da tutti noi.<\/p>\n<p>Voglio anche citare il recentissimo servizio di \u201cStriscia la notizia\u201d in merito alla mancata acquisizione dei crediti <strong>ECM<\/strong> che ha visto coinvolto anche il nostro presidente della Federazione, <strong>Filippo Anelli.<\/strong> Sono venuta a conoscenza di questo servizio tramite Consulcesi che, indirettamente, lo ha divulgato con lo spot. ECM: per colpa di pochi rischia tutta la categoria.<\/p>\n<p>Bisogna dire che la percentuale di errori negli ospedali italiani (5%) \u00e8 in linea con quanto avviene in Francia, Spagna, Olanda e Canada ed inferiore alla media internazionale (9%). Il 56 % degli errori \u00e8 per\u00f2 prevedibile. E\u2019in questo contesto che dobbiamo inserire questo nuovo strumento fornito dalla<strong> legge Gelli,<\/strong> che ben identifica le responsabilit\u00e0 (contrattuale ed extracontrattuale), l\u2019onere della prova, la sicurezza delle cure e la figura del Risk Manager.<\/p>\n<p>Ritengo, fortemente, che vi sia un altro mezzo per contrastare l\u2019espansione della richiesta risarcitoria e questo non \u00e8 altro, al di l\u00e0 di ogni retorica, che il rapporto con il paziente.<\/p>\n<p><strong>AZIONE<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; del tutto evidente che la legge Gelli ha incrementato il livello della conoscenza e della formazione in merito al tema della sicurezza delle cure e della qualit\u00e0 dell\u2019assistenza, e al contempo ha previsto nuovi parametri per lo svolgimento della professione e per il dialogo tra professionista e paziente.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 perimetrare questa azione? Perch\u00e9 dopo la Legge Gelli si assiste ad una netta metamorfosi della responsabilit\u00e0\u0300 medica. Obiettivo della legge, come \u00e8 noto, \u00e8 stato quello di scongiurare la \u201cmedicina difensiva\u201d utilizzando la leva della prevenzione.<\/p>\n<p>Per cui valuto come assolutamente utile, per professionisti e pazienti, avere cognizione sia del nuovo schema delle responsabilit\u00e0 e degli obblighi previsti dalla normativa, sia delle responsabilit\u00e0 assunte dalle strutture e dagli esercenti la professione sanitaria<\/p>\n<p>Dobbiamo considerare che i pazienti di oggi, molto pi\u00f9 che in passato, arrivano al colloquio con il medico molto informati. Principalmente si informano online e non \u00e8 raro vederli arrivare agli appuntamenti con l\u2019equipe medica con stampe e appunti. Molti azzardano anche una propria diagnosi cercando il confronto con il medico.<\/p>\n<p>Purtroppo online le fonti di informazione pi\u00f9 facilmente reperibili sono all\u2019interno di blog e siti giornalistici, scritte da blogger o da copywriter, ma spesso non da medici. Da questa tendenza in atto emerge un dato:&nbsp;i pazienti di oggi&nbsp;(o i loro parenti pi\u00f9 giovani),&nbsp;hanno fame di informazioni riguardanti la propria salute. E per fugare i propri dubbi non vanno dal medico di base, ma&nbsp;ricercano online le risposte ai loro quesiti.<\/p>\n<p>\u201cDoctor Google\u201d sta cambiando i suoi algoritmi per fornire risultati sempre pi\u00f9 affidabili anche dal punto di vista scientifico, ma la soluzione non \u00e8 quella di aspettare che i big dell\u2019informazione cambino le loro strategie.<\/p>\n<p>Ogni ospedale, ogni medico, ogni poliambulatorio pu\u00f2 (e deve??) diventare una fonte di informazione per i propri pazienti.&nbsp;Si! Un problema di comunicazione si pu\u00f2 risolvere solo comunicando meglio. E quali sono (o possono essere\u2026) le fonti di informazione pi\u00f9 affidabili in ambito sanitario?<\/p>\n<p>Ovvio! Ospedali, medici o pi\u00f9 in generale i professionisti del settore.&nbsp;In pochi in Italia lo fanno, ma tanti siti web di Ospedali americani, inglesi, francesi e tedeschi sono diventati negli anni delle piccole enciclopedie per i pazienti fornendo spiegazioni chiare e comprensibili a tutti riguardo patologie, interventi chirurgici, ma anche semplici mali di stagione.<\/p>\n<p>Se si inizia a creare questo tipo di contenuti si diventa nel tempo una fonte (molto credibile) di informazione e i pazienti, quando ricercheranno informazioni sul web, approderanno sul questi siti. In questo modo avranno l\u2019occasione di conoscere la nostra realt\u00e0 e i servizi erogati: una enorme occasione di visibilit\u00e0 e di marketing! Oggi qui sono rappresentate le aziende che possono aiutarci in tal senso.<\/p>\n<p><strong>Sorge a questo punto una domanda? Ma non esiste una tecnologia che ci pu\u00f2 venire in aiuto?<\/strong><\/p>\n<p>In effetti,&nbsp;affidare ad uno strumento informatico la parte \u201cripetitiva\u201d&nbsp;di spiegazione al paziente&nbsp;pu\u00f2 essere un\u2019ottima soluzione. Lo strumento informatico, infatti, ci permette di sfruttare anche foto, immagini e video come strumenti didattici e l\u2019automazione di questo processo consente di&nbsp;migliorare la qualit\u00e0 del tempo di interazione tra medico e paziente. Il paziente infatti arriver\u00e0 al colloquio gi\u00e0 informato sugli aspetti fondamentali (\u2026anche a livello di legge!!!) dell\u2019atto medico, e potr\u00e0 chiedere chiarimenti riguardo gli eventuali dubbi sorti durante la spiegazione.<\/p>\n<p>Ed ancora dobbiamo parlare di pi\u00f9 fra noi medici. Il confronto deve essere schietto, ma non scadere nella critica gratuita ed offensiva del collega o della struttura che ci ha preceduto nell\u2019iter assistenziale. Si pensa che la medicina difensiva serva solo come scudo di protezione del medico. Visto le premesse questo \u00e8 vero.<\/p>\n<p><strong>IL PATTO DI CIMOP<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quale il ruolo di Cimop? Farsi regista di una strategia sociale e culturale che metta al centro la persona<\/strong>, sia essa il professionista che il paziente, per immaginare una fase in cui da un lato si punta con decisione verso il supporto ad un&#8217;informazione specializzata e qualificata, e dall&#8217;altro si opera una sorta di moral suasion (correggere o rivedere determinate scelte) per evitare difetti di comunicazione o accavallamenti della stessa.<\/p>\n<p>A volte accade che i new media siano troppo specialistici e spingano il lettore verso aggiornamenti pi\u00f9 semplici, che per\u00f2 non hanno il medesimo tasso di qualit\u00e0 dei primi. Oppure parimenti accade che l&#8217;universo dei social, condito da quella piaga sociale che prende il nome di fake news, generi sospetti, allarmi e tensioni ingiustificate con il risultato di creare un danno al fruitore.<\/p>\n<p>O ancora penso al movimento creato attorno ai blog che, come \u00e8 noto, non fanno propriamente informazione ma piuttosto contribuiscono a creare un pensiero critico tra i suoi lettori. Mentre invece una testata giornalistica \u00e8 riconosciuta e registrata presso un tribunale e svolge professionalmente l\u2019attivit\u00e0 di divulgazione di informazioni presso il pubblico. Per questo motivo deve sottostare a regole ben precise riguardanti la libert\u00e0 di stampa, il diritto alla privacy e la divulgazione di fatti ed atti fasulli.<\/p>\n<p><strong>Dunque lo spirito di un sindacato moderno come la Cimop<\/strong> credo debba orientarsi verso nuove sfide anche sociali come questa, nella consapevolezza che la cerniera tra mondo del lavoro, professioni e welfare pu\u00f2 essere rafforzata proprio alla luce delle risposte che il mondo sindacale vorr\u00e0 offrire, assumendosene la precisa responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>SCENARI<\/strong><\/p>\n<p>Un sistema di check and balance funziona se al suo interno \u00e8 garantito quell&#8217;equilibrio che, nel rispetto di diritti e doveri, produce strategie ed azioni conseguenti. E l&#8217;ambito della comunicazione applicata alla medicina mai come oggi vive una fase assolutamente straordinaria per via di mille e pi\u00f9 impulsi che vengono veicolati praticamente h 24.<\/p>\n<p>All&#8217;orizzonte, dunque, la responsabilit\u00e0 di portare il peso di una scelta decisiva per le sorti future del settore: ovvero farsi incubatore di un nuovo patto di acciaio, tra medico, paziente e media per elevare la trasparenza al cubo. E&#8217; questa una frontiera indispensabile se si vuol armonizzare le azioni della professione dopo le rilevanti novit\u00e0 della Legge Gelli con le esigenze mutevoli dei fruitori e le contingenze legate all&#8217;universo della comunicazione.<\/p>\n<p>Nella consapevolezza che solo una sinergia di intenti e di valori pu\u00f2 condurre al risultato auspicato.<\/p>\n<p>twitter@CimopItalia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo l&#8217;intervento del segretario nazionale Cimop, Carmela De Rango, in occasione della tavola rotonda &#8220;La comunicazione medico sanitaria: perimetro, strategie, opportunit\u00e0&#8221; del 21\/06\/2019 a Roma. 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