Rinnovo contrattuale, Cimop chiede incontro al ministro Schillaci

17 Feb 2023 | In primo piano, Ultimissime

Continua la battaglia di CIMOP per il rinnovo contrattuale in tutte le sedi istituzionali. Dopo la nota inviata al premier Giorgia Meloni, il Segretario Nazionale Carmela De Rango ha scritto al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, chiedendo un incontro per segnalare la grave situazione in cui si trovano i medici della sanità privata accreditata con il SSN, che operano e lavorano nelle aziende sanitarie associate AIOP, una delle due grandi Associazioni che rappresentano le aziende dell’ Ospedalità privata profit (la seconda è l’ARIS che rappresenta gli istituti religiosi, e in genere le aziende no profit), che operano con un contratto scaduto da un punto di vista normativo nel 2005 ed economico nel 2009. Ecco il testo:

“Purtroppo, i medici che operano nelle aziende sanitarie private associate all’AIOP si vedono economicamente profondamente discriminati: AIOP, infatti, dopo aver condotto, con ARIS e CIMOP, le trattative per il rinnovo del Ccnl, scaduto ormai da 18 anni, e dopo aver portato a termine un lavoro durato ben quattro anni, fino a definire in ogni dettaglio il nuovo Ccnl, pe- raltro profondamente innovativo rispetto al precedente, avendo introdotto istituti e regole che lo parificano, quanto meno sul piano normativo con quello vigente nel settore pubblico, non lo ha sottoscritto, privando in tal modo i medici di quelle aziende del riconoscimento, da una parte della nuova normativa che li rende parificati ai medici del settore pubblico, e dall’altra degli aumenti della retribuzione, da troppo tempo attesi.

Al contrario, l'associazione ARIS, che rappresenta le aziende sanitarie di natura religiosa e no profit, con grande senso di responsabilità e rispetto nei confronti dei propri collaboratori medici, ha sottoscritto già da due anni e 4 mesi il nuovo Ccnl, e i medici dipendenti di queste strutture possono finalmente godere della nuova normativa, dei nuovi inquadramenti e dei nuovi aumenti contrattuali.

Siamo oggi di fronte ad una situazione paradossale: vi sono, infatti, medici dipendenti da aziende sanitarie private che, pur svolgendo, con identica fatica e abnegazione, il loro lavoro, hanno trattamenti largamente diversificati, a seconda che il proprio datore di lavoro sia asso- ciato ad AIOP o ad ARIS.

Ne consegue, a parere della scrivente, una violazione, tra le altre, dell’articolo 36 della Costituzione, in quanto, a parità di condizioni lavorative (quantità e qualità di lavoro), e di settore di appartenenza (sanità privata accreditata SSN), la retribuzione dei lavoratori delle aziende sani- tarie associate AIOP è inferiore del 30% rispetto a quella di cui oggi godono i medici delle aziende sanitarie associate ARIS.

Senza contare che l’inquadramento dei medici AIOP (impiegati, secondo il Ccnl scaduto da 18 anni) è non soltanto anacronistico, ma anche molto diverso da quello previsto dalla contrattazione per i medici dell’Ospedalità pubblica, ed oggi anche dalla contrattazione per i medici delle aziende associate ARIS, perché sia gli uni che gli altri sono inquadrati come Dirigenti. Tale situazione, inoltre, sta creando, di fatto, forti discriminazioni anche tra ospedali, tanto da poter configurare una condizione di concorrenza sleale tra aziende ospedaliere, perché tutte percepiscono gli stessi DRG e le stesse tariffe dallo Stato ma, quelle associate AIOP conseguono un maggiore profitto in quanto, a seguito del mancato rinnovo contrattuale, hanno minori costi del personale medico del 30% rispetto alle aziende sanitarie ARIS.

Sconcertata per una deriva cotanto lesiva della dignità dei medici, quale Segretario Nazionale della CIMOP, sindacato dei medici della sanità privata, e firmatario dell'unico contratto collettivo del settore, mi rivolgo a Lei per rappresentarLe tutta la nostra indignazione.

Il risultato, oggi, è che una grande parte dei medici che, con abnegazione e dedizione, ha por- tando sulle spalle gran parte del peso costituito dal Covid-19, si vede negare i giusti riconosci- menti normativi ed economici.

Mi chiedo, nonostante i numerosi appelli di CIMOP alle Istituzioni (Ministero della Sanità, Ministero del Lavoro, Presidente del Consiglio, Conferenza delle Regioni e Province autonome e singole Regioni), chi abbia interesse a mantenere una evidente diseguaglianza tra medici della sanità privata; per quale motivo migliaia di professionisti, che svolgono le medesime funzioni per il SSN, debbano vedersi inquadrare in modo così diversificato sia dal punto di vista econo- mico, sia dal punto di vista di inquadramento giuridico, essendo il CCNL stipulato nel lontanissimo 2001 (scaduto nel 2005) obsoleto e superato. Mi chiedo come mai aziende, che perce- piscono ingenti risorse pubbliche, possano liberamente decidere di discriminare in modo così palese il proprio personale medico.

Mi chiedo ancora come mai il Ministero della Salute è intervenuto con finanziamenti pubblici per il rinnovo del CCNL del personale non medico delle aziende sanitarie private accreditate con il SSN (e in questo caso sia associate AIOP che ARIS) e non ha MAI risposto alle numerose richieste di CIMOP che chiedeva il medesimo trattamento anche per i medici.

Tale situazione permette alle aziende sanitarie private accreditate SSN, e associate AIOP, di garantirsi un maggior profitto sul lavoro del proprio personale medico, rispetto alle aziende sanitarie associate ARIS che, con senso di responsabilità, hanno rinnovato il contratto sia del personale medico che non medico, garantendo una equità di comportamento nei confronti dei propri lavoratori.

È una grave discriminazione normativa ed economica tra lavoratori appartenenti allo stesso settore e che svolge le medesime funzioni di servizio pubblico a garanzia della salute dei cittadini!

La CIMOP (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata), in considerazione della posi- zione assunta dalle le parti datoriali associate AIOP, che hanno negato ai medici della sanità privata il rinnovo del ccnl, riconosciuto invece ai non-medici (con un contributo pubblico del 50%), si vedrà costretta a scendere in campo ancora una volta e ad utilizzare tutti gli strumenti di protesta contro la decisione di AIOP di non rinnovare il CCNL dei medici.

Il dato su cui mi auguro Lei abbia la possibilità di riflettere, riguarda il fatto che noi medici della sanità privata ci sentiamo una sorta di lavoratori di serie B, in balia di imprenditori che possono decidere di adottare determinati comportamenti discriminatori, del tutto liberamente, senza alcun controllo e utilizzando risorse pubbliche

Come Lei può capire, non è più sostenibile una situazione che vede l’erogazione di prestazioni che rientrano nei LEA, fatta a discapito dei medici che quotidianamente operano nelle strutture della sanità privata. Riservandoci conseguentemente ogni azione sindacale a tutti i livelli, le chiediamo un incontro urgente.

Colgo l’occasione per informarLa che è gradito un tavolo dedicato a CIMOP, in quanto l’unico sindacato firmatario del contratto che regola il rapporto di lavoro del personale medico”.