Prigionieri dei profitti di Aiop: ecco perché la Cimop sciopera il 28 gennaio

17 Gen 2021 | In primo piano, Ultimissime

Prigionieri dei profitti di Aiop. Per questa ragione i medici della CIMOP scioperano il prossimo 28 gennaio, con un presidio (nel rispetto delle norme anti Covid) in piazza Montecitorio a Roma.

I medici che operano nelle aziende sanitarie private associate all'AIOP si vedono economicamente profondamente discriminati: AIOP, infatti, dopo aver condotto, con ARIS e CIMOP, le trattative per il rinnovo del Ccnl, scaduto ormai da 15 anni (contratto scaduto nel 2005), e dopo aver portato a termine un lavoro durato ben quattro anni, fino a definire in ogni dettaglio il nuovo Ccnl, non lo ha sottoscritto, mantenendo però intatte le convenzioni con le Regioni.

Ai non medici invece il contratto è stato rinnovato. In questo modo i medici del settore privato, pur essendo parificati nelle manzioni a quelli del pubblico, devono rinunciare ad una pari retribuzione e ad un pari stato. Nei fatti sono considerati di serie B.

Al contrario di Aiop, l'associazione ARIS, che rappresenta le aziende sanitarie di natura religiosa e no profit, con grande senso di responsabilità e rispetto nei confronti dei propri collaboratori medici, ha sottoscritto già da due mesi il nuovo Ccnl (7 ottobre 2020) e i medici dipendenti di queste strutture possono finalmente godere della nuova normativa, dei nuovi inquadramenti e dei nuovi aumenti contrattuali.

Perché tale discriminazione? Perché quelle stesse aziende che ci negano un sacrosanto diritto continuano a godere delle convenzioni, mentre al contempo squalificano professionalmente e socialmente i medici?

Non solo, vedo in questo la violazione dell'articolo 36 della Costituzione, in quanto, a parità di condizioni lavorative (quantità e qualità di lavoro), e di settore di appartenenza (sanità privata accreditata SSN), la retribuzione dei lavoratori delle aziende sanitarie associate AIOP è inferiore del 30% rispetto a quella di cui oggi godono i medici delle aziende sanitarie associate ARIS.

Ma si corre il rischio di esacerbare anche una serie di discriminazioni tra ospedali, tanto da poter configurare una condizione di concorrenza sleale tra aziende ospedaliere AIOP e aziende ARIS, perché entrambe percepiscono gli stessi DRG e le stesse tariffe dallo Stato ma, quelle AIOP conseguono un maggiore profitto in quanto, a seguito del mancato rinnovo contrattuale, hanno minori costi del personale medico del 30% rispetto alle aziende sanitarie ARIS.

Cimop è inorridita per una deriva cotanto lesiva della dignità dei medici.

twitter@CimopItalia