Articolo estratto dal numero di settembre 2014 del Notiziario Cimop
Il fenomeno, nato negli Stati Uniti, si è diffuso in tutte le società evolute e caratterizzate da un diffuso benessere sulla base dei seguenti presupposti:
– un ampio riconoscimento delle esigenze di tutela dei pazienti con la predisposizione dei relativi strumenti giuridici;
– il progresso scientifico, tecnologico e organizzativo che consente un’ampia offerta di mezzi diagnostico-terapeutici;
– economie molto forti perché, indipendentemente da chi paga (pubblico o privato) questa condizione determina un notevole incremento di spesa.
“La medicina difensiva si verifica quando i medici prescrivono test, procedure diagnostiche o visite, oppure evitano pazienti o trattamenti ad alto rischio, principalmente (ma non esclusivamente) per ridurre la loro esposizione ad un giudizio di responsabilità per Malpractice. Nel primo caso si parla di medicina difensiva attiva, nel secondo caso di medicina difensiva passiva” (US Congress).
• La medicina difensiva non va confusa con l’atteggiamento, frequente, di chi prescrive esami costosi ed inutili per ignoranza, superficialità o mancanza di professionalità.
• Il 70% dei medici mette in atto pratiche di medicina difensiva.
– visite ed esami aggiuntivi che rappresentano oltre il 20% di tutti gli esami prescritti.
– il fenomeno viene stimato valere il 12% della spesa sanitaria complessiva.
• Il fenomeno è diffuso nel 92% dei medici con età tra i 32 i 42 anni e nel 67% di quelli con età tra 63 e 72 anni).
• I medici vengono frequentemente inquisiti, occasionalmente condannati (93% delle denunce vengono archiviate per mancanza del reato) e quasi sempre per reati omissivi e non per errori commissivi.
• L’80% delle sentenze riportano le conclusioni a cui era pervenuto il CTU nella sua perizia in fase di istruttoria.
• Costi Sanitari
– aumento dei costi (aumento delle numero delle prestazioni, vengono prescritti esami inutili, si riducono le risorse per gli esami necessari)
– impatto sociale (aumentano le liste di attesa, aumentano i rischi legati a procedure non necessarie). L’attuale situazione di crisi rende lo spreco ancora più fastidioso.
• Costi Assicurativi
– abbandono da parte di molte compagnie del rischio, considerato ormai non più aleatorio e quindi a perdita “quasi certa” e troppo costoso in termini di premi e franchigie.
Alcune proposte per superare la medicina difensiva.
• Correttezza: ogni cittadino deve essere consapevole che richieste fuori
luogo, pretestuose o non basate su concretezze costano all’intero sistema
sanitario e penalizzano coloro i quali davvero hanno subito un danno risarcibile
• Iniziative degli Ordini, delle Associazioni e dei medici volte a manifestare il disagio rispetto ad un sistema legislativo e giudiziario non adeguatamente strutturato sulla responsabilità medica.
• Iniziative volte a ricostruire l’ormai perduto rapporto medico-paziente:
– utilizzare il modulo di consenso informato in modo corretto, quale strumento di una nuova “alleanza terapeutica”;
– consapevolezza da parte dei medici dell’importanza della comunicazione anche come causa del contenzioso, ritrovare il dialogo medico-paziente.
• Abbassare i toni sensazionalistici adottati dai mass media;
• Diffondere strategie di risk management estese a tutta l’organizzazione entro cui operano i singoli medici.
• Rivedere la struttura giuridica della responsabilità medica (in ambito civile
e penale) e dei concetti di atto medico e di colpa.
