“Se in Italia ogni diplomato per diventare medico deve aver superato l’accesso alla Facoltà di medicina e chirurgia, essere abilitato all’esercizio della professione, essere iscritto all’Ordine Professionale e, in caso di aspirazione ad accedere al SSN, concorrere per un posto alla scuola di specializzazione, ecco che per ovviare alla mancata programmazione nazionale di medici specialisti, la regione Calabria con un semplice colpo di spugna, rimedia 497 medici cubani, attraverso un accordo di cooperazione con una società commerciale con capitale totalmente cubano, per la fornitura di medici e sanitari”. Così il Presidente della Federazione CIMO-FESMED aderente a CIDA.
In sintesi, i medici cubani avranno un rimborso per le spese di trasferta di 1.200 euro/mese e saranno pagati 20,20 euro/ora per assicurare 40 ore di lavoro a settimana dal lunedì al venerdì.
Rincara il Presidente Quici “al di là della facile battuta che vedrebbe, a questo punto, i medici dipendenti italiani garantire i turni festivi e pre festivi, ciò che colpisce è l’estrema superficialità della regione Calabria nell’aggirare quelle norme e leggi cui, a quanto sembra, solo i cittadini ed i lavoratori italiani sono obbligati a rispettare”.
Per la Federazione, che ricomprende ANPO-ASCOTI, CIMO, CIMOP e FESMED, si tratta di somministrazione di manodopera a tutti gli effetti perché non sono previsti contratti professionali individuali e in forma scritta con i singoli medici specialisti ma un accordo siglato dalla regione con un intermediario.
Non sono pagati direttamente i medici che prestano lavoro, ma chi li procura. Si ravvisa, pertanto, l’ipotesi di somministrazione illecita o irregolare di manodopera, rispetto alla quale la Federazione CIMO-FESMED sta valutando la via giudiziale da intraprendere.
