FONDAZIONE SANTA LUCIA DI ROMA, PERCHE’ CIMOP ESCLUSA DAL TAVOLO COL MINISTRO URSO?

5 Ago 2024 | In primo piano, Lazio

La situazione dell'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico - Fondazione Santa Lucia di Roma, un'eccellenza nella neuroriabilitazione e nella ricerca sul cervello, continua a vivere una grave crisi che rischia di compromettere sia i livelli occupazionali, che la qualità dei Servizi Sanitari offerti dal Sistema Pubblico, mettendo a repentaglio un Ospedale essenziale e altamente specializzato di cui hanno usufruito migliaia di pazienti e altre centinaia ne stanno usufruendo.

La Cimop denuncia la grande preoccupazione che vede coinvolti oltre 800 lavoratori e le loro famiglie, ma anche l'utenza di Roma e del Lazio. La delegazione Cimop, insieme alle altre sigle sindacali, è stata ricevuta presso la Regione Lazio dal Presidente Rocca, dal direttore della Direzione regionale salute Dott. A. Urbani e dal Direttore Generale della Regione Lazio A. Dott. Ridolfi, che hanno illustrato la posizione della Regione.

“Il prossimo 8 agosto, insieme alle altre sigle sindacali coinvolte, saremo ricevuti presso la Prefettura di Roma per esperire la procedura di conciliazione. Pur ringraziando per l'attenzione ricevuta a tutt'oggi si delinea un percorso irto di ostacoli e incertezze – spiegano i vertici regionali laziali della Cimop - Abbiamo più volte richiesto di essere ricevuti anche dal ministro dell'Impresa e del Made in Italy, che incontrerà la Fondazione e CGIL, CISL e UIL domani, ma ad oggi per noi medici e dirigenti dell'Ospedale nessuna convocazione. Questa dimenticanza oltre ad incrementare la situazione di malessere, ci lascia costernati, in quanto la dirigenza di un Ospedale è coinvolta al pari di tutti i lavoratori nella crisi. Auspichiamo di essere ascoltati al più presto da una delle istituzioni pubbliche fondamentali per il mondo del lavoro qual'è il ministero dell'Impresa. Noi continueremo a vigilare e porre in atto tutte le iniziative a nostra disposizione, necessarie a scongiurare la perdita dell'integrità dell'IRCCS e a mantenere i livelli occupazionale e salariali”.