FONDAZIONE SANTA LUCIA DI ROMA, L’ALLARME DELLA CIMOP: “PREOCCUPATI PER IL RISCHIO FALLIMENTO”.

29 Lug 2024 | In primo piano, Lazio

“Un'eccellenza assoluta riconosciuta in ambito nazionale e internazionale nel campo delle neuroscienze e della neuroriabilitazione: per questa ragione la CIMOP (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata) esprime viva preoccupazione per il rischio fallimento”.

Il sindacato guidato dalla dott.ssa Carmela De Rango interviene sulla già nota e grave situazione di crisi della Fondazione Santa Lucia di Roma: “E' divenuta adesso ancor più seria dopo che scorso 24 luglio nell’assemblea indetta con le OO.SS ed aperta a tutto il personale, il direttore generale ha comunicato l’insostenibilità della grave situazione di crisi debitoria e il passo indietro dell'attuale gestione. Vigileremo con estrema attenzione su questo caso che rappresenta un preciso segnale di allarme che non deve rimanere inascoltato: i diritti dei pazienti e dei lavoratori non possono essere sorpassati da altre logiche”.

Tra i primi istituti di ricovero e cura a carattere scientifico in Italia, con un ospedale da circa 300 posti letto e un centro per la ricerca sul cervello, la struttura anche in questo momento di estrema difficoltà ha sempre garantito ai pazienti provenienti sia dalla regione Lazio che da fuori regione, prestazioni di alta specialità neuroriabilitativa.

“La CIMOP – sottolinea la Segretaria del Lazio, dott.ssa Paola Calcagno - chiede che venga posta la massima attenzione alla situazione in cui versa l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Fondazione Santa Lucia di Roma, dopo che è stata archiviata, con esito negativo, la procedura di composizione negoziata del debito, partita a novembre 2023, per mancanza di continuità aziendale, aprendo una nuova fase della crisi. Ora la gestione passa al Tribunale Fallimentare che potrebbe autorizzarne la futura vendita in tempi brevi. Molte le incertezze e le domande rimaste senza risposta: incerti gli stipendi, incerti i livelli occupazionali e soprattutto la garanzia dei servizi sanitari offerti”.

Nell’ospedale operano circa 800 dipendenti tra personale medico specializzato, paramedico, psicologi, neuropsicologici, biologi, fisioterapisti, psicomotricisti, logopedisti, ortottisti, tecnici di neurofisiologia, ricercatori nelle neuroscienze e della robotica e personale amministrativo; a questi si aggiungono i consulenti esterni e i lavoratori dei servizi in appalto. Tutto il personale concorre a mantenere l’altissimo livello di professionalità delle cure erogate nel rispetto della dignità del paziente.

“Si tratta – prosegue – di un patrimonio di professionalità e di prestazioni ad alta specialità accessibili a tutti con il Sistema Sanitario Nazionale Pubblico che non può essere disperso. Per questa ragione abbiamo richiesto al Presidente della Regione Lazio On. Francesco Rocca e al Direttore Generale della Regione Lazio Dott. Andrea Urbani, nonché al Ministro della Sanità On Orazio Schillaci e al Ministro dell’Impresa e del Made in Italy Sen. Adolfo Urso, l’attivazione urgente di un tavolo di incontro e siamo in attesa di una convocazione, a questo punto, diventata urgente. La CIMOP ritiene che la situazione possa degenerare con gravi conseguenze sui lavoratori, sulla ricerca e sui cittadini. Al fine di sensibilizzare istituzioni e cittadinanza sul pericolo che incombe sulla Fondazione Santa Lucia, sulle professionalità che vi lavorano e sui servizi ai cittadini, la CIMOP ha altresì attivato lo stato di agitazione e porrà in atto tutte le iniziative necessarie a tutelare il personale della Fondazione Santa Lucia di Roma”, conclude la dott.ssa Paola Calcagno.