Sono giunte alla nostra attenzione, dice il segretario nazionale Cimop Carmela De Rango, diverse segnalazioni da parte di medici di scontento nei riguardi di Consulcesi, con richiesta di prendere posizione nei riguardi di questa società. Le lamentele riguardano sia l’esito delle cause vinte, perché dopo 16 mesi non sono state liquidate le competenze risultanti dalle sentenze, sia quelle perse con richiesta di ulteriori contributi per poter ricorrere in appello. Si chiedono, ora, 2380 euro per il secondo grado di giudizio, oltre al 13% sull’eventuale ricavato.
Cimop aveva, tempo fa, stipulato una convenzione con Consulcesi al fine di ottenere uno sconto di parcella per i propri iscritti. Ora sono i nostri associati che ci chiedono di prendere posizione e di interrogare Consulcesi. E noi prontamente interveniamo con alcune domande.
Primo quesito: come mai chi ha vinto la causa dopo 16 mesi non ha ricevuto ancora il rimborso?
Secondo quesito: come fanno i medici ad orientarsi se aderire o meno al secondo grado di giudizio, posto che la parcella è salatissima (in considerazione del numero di ricorrenti riuniti in un unico ricorso) ma le certezze non ci sono?
Terzo quesito: quale il numero di ricorsi vinti e il numero di quelli persi (sulla stampa si leggono soltanto i numeri delle cause vinte)?
Quarto quesito: in caso di vittoria, quanti mesi sono necessari per ricevere il rimborso (il poco che rimane dopo il 13% di trattenuta di Consulcesi e la copertura di spese legali)?
Sesto quesito: quali sono le possibilità di vittoria finale, stante il variegato panorama degli esiti di queste cause?
