Firmato il CCNL 2019-2021 dei medici, veterinari e dirigenti sanitari

29 Set 2023 | In primo piano, Ultimissime

Dopo mesi di trattative intense, tutte le organizzazioni sindacali che rappresentano circa 135.000 medici, veterinari e dirigenti sanitari hanno firmato il contratto collettivo nazionale di lavoro 2019-2021. Sono previsti aumenti medi pari a circa 150 euro lordi al mese e sono state introdotte numerose novità nella parte normativa del contratto, che consentiranno di migliorare le condizioni di lavoro all’interno delle strutture sanitarie.

“Ci riteniamo soddisfatti dei risultati ottenuti nel corso della trattativa – commenta Guido Quici, Presidente CIMO – ma ci sono senz’altro alcuni aspetti che dovranno essere ancora perfezionati, come l’orario di lavoro. Sono però stati sanciti alcuni principi essenziali che ci consentiranno, nel CCNL 2022-2024, di fare ulteriori passi avanti per andare incontro alle esigenze dei medici e valorizzare al meglio il loro ruolo”.

“Oggi è un giorno importante per i medici e i dirigenti sanitari, che aspettavano questo contratto da quasi tre anni - dichiara Giambattista Catalini, Presidente FESMED -. Anni in cui abbiamo dovuto affrontare l’emergenza Covid, turni di lavoro infiniti causati dalla carenza di personale e livelli di stress senza precedenti. Siamo convinti che questo contratto consenta di migliorare le condizioni di lavoro negli ospedali e di armonizzare la vita professionale con quella privata e familiare, con la speranza di porre un freno alla fuga dei professionisti dalla sanità pubblica. Avremmo potuto fare di più? Sicuramente, ma per questo CCNL abbiamo ottenuto il massimo possibile. Ora bisognerà iniziare a lavorare in vista del contratto 2022- 2024”.

I vertici della Cimop esprimono vive congratulazioni per il risultato raggiunto, con l'auspicio che si possa trovare una rapida soluzione anche per il ccnl della sanità privata profit imprigionata in un contratto anacronistico, scaduto da 18 anni. Il Segretario Nazionale, dott.ssa Carmela De Rango, Cimop sottolinea il proprio apprezzamento “per l’attenzione posta alla valorizzazione dei titoli di carriera acquisiti nelle aziende private accreditate con il SSN, considerato un atto politico molto importante oltre a rappresentare un altro tassello fondamentale che porterà, prima o poi, a far muovere qualcosa in Parlamento in modo da legiferare per l’equiparazione dei titoli di carriera pubblico e privato accreditato”. E conclude: “Sarebbe questa la durezione da seguire per introdurre una normativa che possa consentire di computare gli anni di servizio in ospedali privati accreditati religiosi e non”.