Contratto medici AIOP, il Ministero trovi 114 milioni per chiudere

1 Ago 2023 | In primo piano, Ultimissime

di Carmela De Rango

Continua l’odissea dei 4.800 medici dipendenti delle strutture sanitarie private aderenti all’AIOP che attendono il rinnovo del contratto da 18 anni. Dopo una serie di incontri con alcuni rappresentanti delle istituzioni nelle scorse settimane, siamo ancora in attesa dell’apertura di un tavolo con l’AIOP presso il Ministero della Salute.

Perché se è vero che l’intransigenza dell’AIOP impedisce di firmare un contratto che essa stessa ha contribuito a scrivere, il diverso comportamento tenuto dal Ministero della Salute nei confronti del contratto del comparto e di quello dei medici di certo non aiuta.

Per concludere la trattativa per il rinnovo del contratto del comparto, infatti, lo Stato si è fatto carico del 50% dei costi, e adesso l’AIOP pretende di ricevere lo stesso contributo anche per il contratto dei medici. Facendo un rapido calcolo, parliamo di circa 114 milioni di euro. Senza questi soldi, l’AIOP non firmerà mai.

Come fatto in occasione del rinnovo del contratto del personale non medico della sanità privata, si potrebbe ipotizzare un intervento sul Dl 95/2012 incrementando il limite di spesa per gli acquisti di prestazioni dal privato accreditato di un valore pari all’1-1,5%, che corrisponde appunto alla copertura del 50% dei costi del rinnovo del CCNL dei medici dipendenti di strutture AIOP. Quei 114 milioni che servono a sbloccare l’impasse.

In assenza di un segnale concreto di attenzione nei nostri confronti, saremo costretti a seguire l’esempio di CGIL, CISL e UIL che hanno proclamato per il 27 settembre un giorno di sciopero per tutelare i diritti del personale delle RSA AIOP.

Se c’è una lezione che tutta questa assurda vicenda ci ha insegnato, è l’aver reso evidente la necessità di arrivare ad un unico contratto dei medici, con principi di base comuni e differenze specifiche per ciascuna categoria. Se si vuole portare avanti la collaborazione pubblico-privato, non è ammissibile continuare ad accreditare con il Servizio sanitario nazionale strutture private profit, come quelle aderenti all’AIOP, e poi non tutelare la dignità dei lavoratori, le cui retribuzioni sono ferme al 2009. È tempo che il Ministero della Salute batta un colpo.