EQUO COMPENSO DELLE PRESTAZIONI PROFESSIONALI: IL COMMENTO DELLA CIMOP

17 Mag 2023 | In primo piano, Ultimissime

Vogliamo commentare la LEGGE 21 aprile 2023, n. 49 "Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali". (23G00051) (GU n.104 del 5-5-2023) Vigente al: 20-5-202, ricordando che già l’art. 9 del d.l. 1/2012, pur abrogando i tariffari professionali, aveva previsto l’emanazione di specifici parametri, stabiliti con decreto del Ministero vigilante, da utilizzare in caso di liquidazione dei compensi da parte di un organo giurisdizionale.

La legge 49/2023 ha rafforzato tale tutela, prevedendo il diritto di tutti i professionisti ad un equo compenso - proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale, nonché conforme ai compensi previsti dai citati decreti ministeriali – e stabilendo altresì la nullità parziale degli accordi difformi, con conseguente diritto alla rideterminazione giudiziale del corrispettivo.

Effettivamente, quindi, la nuova disciplina ha aspetti molto simili alla vecchia regolamentazione dei tariffari professionali, anche se la finalità è diversa.

Mentre in precedenza, infatti, la normativa intendeva assicurare il prestigio delle professioni, evitando una concorrenza al ribasso, le nuove disposizioni vogliono proteggere i lavoratori autonomi in caso di stipula di contratti con soggetti particolarmente forti.

È per questo motivo che le misure introdotte dalla nuova legge si applicano solo in caso di attività professionali in favore di:

- imprese bancarie e assicurative nonché delle loro società controllate, delle loro mandatarie

- imprese che nell'anno precedente al conferimento dell'incarico hanno occupato alle proprie dipendenze più di cinquanta lavoratori o hanno presentato ricavi annui superiori a 10 milioni di euro;

- pubbliche amministrazioni e società disciplinate dal testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175.

Concordiamo con il comunicato dell'OMCeO di Milano, di cui si riportano i link di collegamento, sul fatto che la legge dell’equo compenso, ancora lungi dal ripristinare un tariffario minimo delle singole prestazioni, va però a sancire un principio importante, quello che l’onorario deve essere dignitoso e che la sua quantificazione deve essere stabilita dai Consigli Nazionali delle Professioni.

E’ un passo importante e una risposta della politica alle denunce che già da tempo e più volte lo stesso Ordine aveva inviato ai ministeri competenti e in Regione.