“Assumere circa 15mila specializzandi può essere un momentaneo rattoppo, ma l'architrave della sanità italiana va ricostruita dalle fondamenta e a regola d'arte”.
Così la dott.ssa Carmela De Rango, Segretario Nazionale della CIMOP (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata) commenta la probabile decisione del ministro della salute di utilizzare negli ospedali i giovani specializzandi, tramite un percorso di ore di lavoro e ore di formazione.
“Si tratta di una soluzione tampone per affrontare una drammatica crisi di camici bianchi di cui le istituzioni sono a conoscenza ormai da anni e che è deflagrata in occasione della pandemia – osserva la dott.ssa De Rango - . Il nodo a mio avviso verte però sul metodo, oltre che sul merito: a maggior ragione dopo l'esperienza pandemica, è lapalissiano che la sanità italiana non possa più essere gestita di emergenza in emergenza, così come dimostra la mancanza ora di camici bianchi. Ma necessiti di una programmazione strategica e armonica, partendo da due punti fondamentali: apprezziamo l'aumento dei posti per l'ingresso a Medicina ed alle Scuole di Specializzazione, ma sottolineiamo la necessità di garantire a tutti i medici contratti di lavoro regolarmente rinnovati, per evitare ingiuste discriminazioni e perpetuare carenze di organico a vari livelli; nel frattempo si rinnovi il contratto ai medici della sanità privata. Sottovalutare ulteriormente questa prassi di lavoro – conclude – ci porterà ancora una volta ad una sottovalutazione cronica delle criticità, mentre invece occorre una visione che sia accompagnata da una fase progettuale per il lungo periodo”.
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