Un’ansia che non fa bene al medico. E al paziente

7 Feb 2015 | In primo piano

Mauro Berruti, consulente legale Cimop Lombardia

Mauro Berruti, consulente legale Cimop Lombardia

Tema di stretta attualità la responsabilità professionale del medico, non tanto perché prima non sussistesse responsabilità professionale quanto per l’interesse mediatico e per l’indubbio interesse economico che l’argomento stimola dal punto di vista del risarcimento del danno. Non vi è giorno che non passino sui media pubblicità di studi legali che invitano i pazienti che si ritengono lesi nei loro diritti da una parte e nella loro persona dall’altra da interventi medici. Si tratta di offerte di assistenza gratuita a fronte della quale si offrono risarcimenti milionari.

Polizza: basta quella della clinica?

Si discute se un’azienda che intende assicurare se stessa innanzitutto, e con essa anche i medici, possa sostituire quella polizza che ogni medico oggi, per legge, è tenuto ad avere (obbligatorietà di assicurarsi procrastinato per i medici del SSN pubblico, già in vigore per il privato. E’ una discussione su cui non c’è ancora una risposta precisa. Riassumendo: si discute se il medico comunque deve avere una propria polizza assicurativa o se la polizza generalista della clinica o dell’ospedale privato possa coprire e quindi esentare il medico dell’ospedalità privata. Col tempo poi vedremo quale sarà la soluzione, si spera che  si intervenga legislativamente o con una interpretazione autentica, o con una norma specifica, perchè sono a conoscenza del fatto che alcune cliniche private, che hanno stipulato una polizza generale e che copre la responsabilità del singolo medico, consigliano i propri medici all’esentarsi dallo stipulare una propria polizza.

La polizza integrativa.

A mio parere resta comunque il consiglio ai singoli medici quantomeno di fare polizze integrative della polizza generale che stipula la clinica, anche perché ogni medico ha le sue peculiarità, ogni specialità ha le proprie peculiarità, non è detto che la polizza che viene stipulata dal ginecologo sia la stessa contratta dal dermatologo, sono specialità diverse con rischi diversi.

Il medico? Che stress.

Sicuramente questa esplosione di richieste di risarcimento danni, a volte milionari, rendono più difficile la professione medica, soprattutto in termini di serenità. Il medico oggi prende in mano il bisturi ed opera non lo fa serenamente perché non riesce a distogliere la mente da quello che potrebbe accadere subito dopo: ci possono essere i casi in cui il medico possa compiere un atto effettivamente errato, come si può incorrere in fatti imponderabili e quindi la discussione è proprio in questi termini.

Medicina difensivistica.

Quando si dice che il medico oggi è sempre più stressato si enuncia una verità. Grossi problemi psicologici per i professionisti che incappano in un incidente operatoria con questa mannaia dei risarcimenti milionari che incombono. Questo non fa bene al medico ma non fa bene neppure al paziente e alla Sanità in generale. Il rischio è quello di andare incontro ad una medicina difensivistica e quindi il medico che è in sala operatoria è teso a preoccuparsi non esclusivamente della salute del paziente ma anche della propria testa. Un clima che sposta l’attenzione del medico e anche risorse.

Responsabilità dell’equipe

Può capitare che ci siano tre medici che contemporaneamente operano, anche con compiti diversi, c’e il rischio cosiddetto “scaricabarile”. Oppure il caso del primario, degli aiuti e degli assistenti e la graduazione della responsabilità. Anche questo non fa bene perché crea tensione non solo nel singolo medico ma nell’equipe e questo diventa un grosso problema.

Assicurazione fai da te.

Oggi si parla anche di autoassicurazione per determinati settori e non solo di natura medica, so di  strutture sanitarie che si stanno organizzando con l’autoassicurazione piuttosto che ricorrere all’assicurazione. Questo potrebbe essere una buona soluzione se si possiede la forza economica e se sussiste coesione tra medici, coesione tra gli ordini professionali, coraggio, anche di respingere molte richieste di risarcimento, affrontare più i giudizi, invece, molto spesso, per evitare il rischio si paga.

Il coraggio di affrontare il giudizio.

Ci sono alcune strutture sanitarie proprio per il coraggio dei propri amministratori che hanno iniziato a respingere le richieste di risarcimento e queste sono drasticamente diminuite. Perché molto spesso a fronte di  un supposto danno l’avvocato scrive la raccomandata e la struttura paga al solo fine non solo di rischiare di pagare un risarcimento più grosso ma anche di cattiva pubblicità, ecco, questa è una scelta coraggiosa, quella di valutare con molta più attenzione le richieste, la fondatezza delle richieste, perché vi sono molti avvocati che suggeriscono al cliente un comportamento tipico con la consueta frase: “intanto scriviamo una lettera e vediamo cosa succede”. So per aver parlato con alcuni direttori di strutture sanitarie che questa decisione di fare una bella scrematura delle richieste risarcitorie ha portato un vantaggio economico e una drastica diminuzione delle richieste. Quindi l’idea di creare un fondo va bene,bisogna vedere quale è l’entità del fondo, perché se si comincia a parlare di risarcimenti milionari questo fondo si esaurisce alla svelta.

I premi d’oro.

Un altro dei grossissimi problemi che crea stress nella categoria medica è il notevole aumento dei premi di assicurazione. Oggi si sentono richieste di premio assurde, un ginecologo per assicurarsi deve sborsare 25 mila euro, e quanto deve guadagnare un ginecologo per dover spendere 25 mila euro solo per pagarsi la polizza?

Una polizza per tutti.

L’altra idea potrebbe essere quella di scegliere una compagnia di assicurazioni, come ad esempio già fa l’ordine degli avvocati che si è attrezzato con una polizza convenzionata e che permette di stipulare in convenzione con l’ordine una polizza che copra la responsabilità civile a prezzi decisamente calmierati, poi la polizza va letta molto attentamente perché, purtroppo, spesso le condizioni standard non corrispondono alle esigenze del singolo professionista e in termini di massimali e in termini di franchigia. In questo caso pesa molto la forza dell’ordine professionale, una cosa è stipulare una singola polizza, una cosa è trattare l’offerta per un’intera categoria . Il problema dipende da come si forma un premio, è una questione statistica, è questa che forma il premio. Più sono i medici assicurati, meno sono i sinistri possibili, e quindi minori sono i risarcimenti. Rivolgersi ad una assicurazione e dire siamo in diecimila, siamo in centomila, ovviamente sposta i valori. Ma, per ora, siamo in piena giungla: tante assicurazioni che frammentano la richiesta con la conseguenza di non riuscire a calmierare il costo dei premi.

 

Mario Berruti

Avvocato giuslavorista e consulente legale Cimop