Medicina difensiva: cause ed effetti

9 Feb 2015 | In primo piano

Articolo estratto dal numero di settembre 2014 del Notiziario Cimop

Medical-Malpractice1Il fenomeno, nato negli Stati Uniti, si è diffuso in tutte le società evolute e caratterizzate da un diffuso benessere sulla base dei seguenti presupposti:
– un ampio riconoscimento delle esigenze di tutela dei pazienti con la predisposizione dei relativi strumenti giuridici;
– il progresso scientifico, tecnologico e organizzativo che consente un’ampia offerta di mezzi diagnostico-terapeutici;
– economie molto forti perché, indipendentemente da chi paga (pubblico o privato) questa condizione determina un notevole incremento di spesa.
“La medicina difensiva si verifica quando i medici prescrivono test, procedure diagnostiche o visite, oppure evitano pazienti o trattamenti ad alto rischio, principalmente (ma non esclusivamente) per ridurre la loro esposizione ad un giudizio di responsabilità per Mal­practice. Nel primo caso si parla di medicina difensiva attiva, nel secondo caso di medicina difensiva passiva” (US Congress).
• La medicina difensiva non va confusa con l’atteggiamento, frequente, di chi prescrive esami costosi ed inutili per ignoranza, superficialità o mancanza di professionalità.
• Il 70% dei medici mette in atto pratiche di medicina difensiva.
– visite ed esami aggiuntivi che rappresentano oltre il 20% di tutti gli esami prescritti.
– il fenomeno viene stimato valere il 12% della spesa sanitaria complessiva.
• Il fenomeno è diffuso nel 92% dei medici con età tra i 32 i 42 anni e nel 67% di quelli con età tra 63 e 72 anni).
• I medici vengono frequentemente inquisiti, occasionalmente condannati (93% delle denunce vengono archiviate per mancanza del reato) e quasi sempre per reati omissivi e non per errori commissivi.
• L’80% delle sentenze riportano le conclusioni a cui era pervenuto il CTU nella sua perizia in fase di istruttoria.
• Costi Sanitari
– aumento dei costi (aumento delle numero delle prestazioni, vengono prescritti esami inutili, si riducono le risorse per gli esami necessari)
– impatto sociale (aumentano le liste di attesa, aumentano i rischi legati a procedure non necessarie). L’attuale situazione di crisi rende lo spreco ancora più fastidioso.
• Costi Assicurativi
– abbandono da parte di molte compagnie del rischio, considerato ormai non più aleatorio e quindi a perdita “quasi certa” e troppo costoso in termini di premi e franchigie.
Alcune proposte per superare la medicina difensiva.
• Correttezza: ogni cittadino deve essere consapevole che richieste fuori
luogo, pretestuose o non basate su concretezze costano all’intero sistema
sanitario e penalizzano coloro i quali davvero hanno subito un danno risarcibile
• Iniziative degli Ordini, delle Associazioni e dei medici volte a manifestare il disagio rispetto ad un sistema legislativo e giudiziario non adeguatamente strutturato sulla responsabilità medica.
• Iniziative volte a ricostruire l’ormai perduto rapporto medico-paziente:
– utilizzare il modulo di consenso informato in modo corretto, quale strumento di una nuova “alleanza terapeutica”;
– consapevolezza da parte dei medici dell’importanza della comunicazione anche come causa del contenzioso, ritrovare il dialogo medico-paziente.
• Abbassare i toni sensazionalistici adottati dai mass media;
• Diffondere strategie di risk management estese a tutta l’organizzazione entro cui operano i singoli medici.
• Rivedere la struttura giuridica della responsabilità medica (in ambito civile
e penale) e dei concetti di atto medico e di colpa.