Sciopero e comunicazione ai datori di lavoro: facciamo chiarezza

26 Gen 2021 | In primo piano, Ultimissime

Alcuni medici chiedono in queste ore se devono comunicare all'azienda che aderiranno allo sciopero. La risposta della Cimop è assolutamente no. 

Il lavoratore può prendersi la libertà di rifiutarsi di comunicare la propria adesione ad uno sciopero organizzato. Questo avviene sia nel settore privato sia in quello dei servizi pubblici essenziali. Il datore di lavoro non può imporre l'obbligo di comunicazione dell'adesione individuale allo sciopero.

A sciopero indetto, e questo anche nei servizi pubblici essenziali, l'azienda può chiedere ai lavoratori di comunicare volontariamente se aderiranno o meno, ma non può obbligarli a farlo. Può chiedere solo collaborazione.

A legittimare questa posizione è intervenuta nel 2016 la corte di appello di Milano (CDA sent.n. 447/16 del 30 marzo 2016) che si è pronunciata sul caso di un'azienda che aveva licenziato, contestando l'assenza ingiustificata sul lavoro, proprio a causa di uno sciopero per i quali i dipendenti non avevano comunicato l'adesione.

L'azienda riteneva che i lavoratori avessero violato gli obblighi di correttezza e buona fede, perché di fronte alla richiesta di specificazione dei motivi dell'assenza, i lavoratori si erano rifiutati di comunicarli, non dichiarando l'adesione allo sciopero. Male ha fatto l'azienda secondo la Corte, ribadendo che lo sciopero non deve giustificazioni. In pratica, non si può essere licenziati per aver partecipato a uno Sciopero e non averne comunicato l'adesione.

RIF.

1. Art. 40 della Costituzione

2. Legge 146/90 del 12 giugno 1990, come modificata dalla Legge 11 aprile 2000, n. 83 e s.m.i.

3. Cass. Sent. N. 23552/04 del 17 dicembre 2004

4. CDA sent. N. 447/16 del 30 marzo 2016.