Cimop in campo per il caso Consulcesi: stop a disparità di trattamento

12 Lug 2020 | In primo piano, Ultimissime

A distanza di tre anni giungono nuovamente all'attenzione della Cimop altre segnalazioni relative al caso Consulcesi. I medici chiedono di vedersi riconoscere i propri diritti al fine di sanare una volta per tutte una oggettiva disparità di trattamento, senza dimenticare che si tratta di una categoria che è stata messa a dura prova durante l'emergenza Covid. 

Le lamentele riguardano sia l’esito delle cause vinte, sia quelle perse con richiesta di ulteriori contributi per poter ricorrere in appello. Cimop aveva in passato stipulato una convenzione con Consulcesi al fine di ottenere uno sconto di parcella per i propri iscritti. Ora sono i nostri associati che ci chiedono di prendere posizione e di interrogare Consulcesi.

I problemi sono molteplici: chi ha vinto la causa non ha ricevuto ancora il rimborso; i medici non sanno come orientarsi se aderire o meno al secondo grado di giudizio, posto che la parcella è alta; non c'è contezza sul numero di ricorsi vinti e il numero di quelli persi.

Ad oggi sono circa 120mila i medici in Italia che non hanno ricevuto il congruo riconoscimento economico durante la scuola di specializzazione in Medicina frequentata tra il 1978 ed il 2006. Lo Stato italiano si è adeguato alle direttive comunitarie in materia solo a partire dall’anno accademico 2006/07.

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