Rischio clinico a carico del sistema: i medici tornino a fare quello che serve al paziente, non al magistrato

Fabio Rizzi, Presidente Commissione Sanità Regione Lombardia e Fausto Campanozzi, Segretario nazionale Cimop
La Regione Lombardia ha recentemente realizzato un libro bianco preventivamente alla riforma del sistema sanitario, mettendo insieme una serie di principi guida, di enunciati, per questa riforma e utilizzando i risultati come stimolo per raccogliere tutte le osservazioni da parte degli operatori o le adesioni della filiera socio-sanitaria. Questo è avvenuto negli scorsi mesi, ora siamo in fase avanzata di elaborazione dell’articolato di legge che dovrebbe portare alla revisione del sistema.
In questo articolato di legge c’è un intero articolo che si riferisce alla responsabilità del medico e di tutti i professionisti del mondo socio-sanitario. Credo che sia giunta l‘ora in cui questo rischio clinico venga preso in carico dal sistema sanitario. Primo perché è corretto, secondo perché anche la legislazione nazionale sta andando in questa direzione con la Balduzzi e altro, non fosse altro che per un mero tornaconto finanziario. Ho illustrato in conferenza che nel decennio che va dal duemila al duemiladieci, questo è il dato omogeneo che abbiamo raccolto, la Regione Lombardia ha speso 830 mln di euro per la copertura assicurativa delle proprie strutture sanitarie, a fronte di 311 milioni di indennizzi. I professionisti riferito solo ai medici, spendono mediamente 43 mln l’anno a fronte di 18 mln di indennizzo. Questo significa che in un sistema come il nostro che gestisce 17 miliardi e mezzo l’anno, non può non prendersi in carico un rischio che complessivamente ne rappresenta meno che 50 mln.
La fattibilità di questo sistema lo vedo molto vicino perché inizialmente avevo il dubbio che la lobby delle assicurazioni piuttosto che dei legali che comunque operano in questo settore e per paura di perdere i proprio ruolo potessero mettersi di traverso. Mi sembra, invece che stia avvenendo perfettamente il contrario, giacchè si sente solo di grandi disdette da parte delle compagnie assicurative nei confronti delle polizze delle strutture e dei professionisti sanitari. E’ il segno che comunque in questo periodo hanno qualche difficoltà nel gestire il comparto. In questo momento la medicina difensiva è diventata un vero problema. Sono convinto che solo prendendosi in carico come sistema il rischio clinico, chiudendo il cerchio tra l’erogazione della prestazione e la presa in carico del rischio si possano creare quelle procedure diagnostiche e terapeutiche appropriate che oggi non esistono, perché non esiste questo cerchio chiuso, che possano davvero indirizzare i professionisti a fare ai propri pazienti quello che serve dal punto di vista clinico e non quello che serve necessariamente alla magistratura, perché il rischio viene assunto dal sistema.
Ho scritto la bozza di questa revisione legislativa della Regione Lombardia parlando con 49 associazioni di categoria di operatori della filiera socio-sanitaria essendo io stesso uno di loro e conoscendo i problemi dall’interno, non ho chiamato nessuna di queste lobby, non ho intenzione di fare questa riforma né per i belli, né per i brutti, né per gli amici o contro i nemici, è il sistema che deve difendere l’operatore del servizio sanitario lombardo per migliorare la prestazione al cittadino.
Fabio Rizzi
Presidente Commissione Sanità Regione Lombardia
