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SALARIO GIUSTO, DE RANGO (CIMOP): “BASTA SCUSE: AI MEDICI DELLA SANITÀ PRIVATA VA RINNOVATO IL CONTRATTO”

“Non ci sono più scuse: 21 anni di attesa sono più che sufficienti per i medici della sanità privata ancora senza contratto. Il provvedimento del Governo sul salario giusto sancisce una vittoria della contrattazione collettiva e rappresenta l’ennesimo riconoscimento delle battaglie portate avanti dalla CIMOP per ottenere il rinnovo contrattuale”.

Lo dichiara la Segretaria nazionale della CIMOP, dott.ssa Carmela De Rango, commentando il provvedimento annunciato dal Governo in materia di lavoro.

“Se tra le parti datoriali che finora hanno rifiutato il rinnovo contrattuale vi erano dubbi sul valore della contrattazione, dopo l’annuncio di ieri è il momento di fare mea culpa. Il parametro per definire il salario giusto è rappresentato dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali. Ciò significa che anche i cosiddetti contratti minori non possono prevedere trattamenti inferiori rispetto al CCNL comparativamente più rappresentativo del settore”.

De Rango sottolinea inoltre che “il provvedimento rafforza il ruolo dei CCNL leader e contrasta il dumping contrattuale. Allo stesso tempo, le offerte di lavoro pubblicate sulla piattaforma SIISL dovranno indicare il contratto applicato, il codice alfanumerico unico, la retribuzione in base a qualifica e livello e le mansioni: elementi che vanno tutti nella stessa direzione, ovvero il rinnovo del contratto dei medici della sanità privata”.

“È inaccettabile – prosegue – che ai medici vengano ancora applicati due contratti: Aris-Cimop del 2020 (scaduto nel 2023) e Aiop-Cimop del 2005. Non ci sono dubbi su quale sia il contratto di riferimento. Il CCNL Aiop non può essere considerato leader: è stato firmato nel 2005, aggiornato nel 2009 e mai più rinnovato. La norma prevede che un contratto scaduto venga rinnovato entro 12 mesi, pena un adeguamento automatico delle retribuzioni. Qui parliamo di un contratto fermo da oltre vent’anni. È quindi arrivato il momento di adeguare contratti e stipendi agli standard previsti dal contratto leader tra Cimop e parte datoriale”, conclude De Rango.