Contratto sanità privata, Cimop sciopera: “Aris e Aiop scaricano il mancato rinnovo sugli accordi regionali. Perché Speranza e Bonaccini tollerano questo affronto?”

“Mi chiedo, senza polemica ma con sincero e giustificato sdegno, come possono il ministro della salute e il presidente della Conferenza Stato-Regioni tollerare l’affronto delle parti datoriali, che oggi scaricano sugli accordi regionali l’ennesimo stop al rinnovo del contratto”.

Così il Segretario Nazionale della CIMOP (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata), dott.ssa Carmela De Rango, interviene dopo la nuova marcia indietro di Aris e Aiop sul rinnovo del contratto nella sanità privata.

E osserva: “La situazione è insostenibile. Le associazioni datoriali condizionano il rinnovo del ccnl per il personale medico ad accordi regionali. Riteniamo non più accettabile una retribuzione con un gap del 50% rispetto ai colleghi che operano in aziende pubbliche. E’ necessario parificare le retribuzioni e le Regioni devono intervenire con le associazioni datoriali per rendere raggiungibile questo obiettivo.

Chiedo al ministro della salute Speranza e al presidente delle regioni Bonaccini di spiegare su quali basi continuano a tollerare questa situazione. Perché un medico delle aziende private accreditate deve essere retribuito il 50%? Le prestazioni erogate nel privato sono le stesse del pubblico, allora perché tollerare questa discriminazione?

Sono fermamente convinta che sia improcrastinabile un intervento politico urgente perché le prestazioni del SSN vengono erogate con soldi pubblici. Per questa ragione – conclude – Cimop proclama uno stato di agitazione che si trasformerà in blocco delle attività con il mese di settembre”.

twitter@CimopItalia

1 thought on “Contratto sanità privata, Cimop sciopera: “Aris e Aiop scaricano il mancato rinnovo sugli accordi regionali. Perché Speranza e Bonaccini tollerano questo affronto?””

  1. Michele ha detto:

    Comportamento indegno. La parola data non vale più nulla? Come si fa a firmare un pre-accordo, pubblicizzare il tutto apparendo come “i buoni” e poi fare marcia indietro.
    Ci hanno chiamato assurdamente “eroi”. Non siamo eroi ma professionisti altamente qualificati che fanno con professionalità e grande passione il loro lavoro. Non vogliamo medaglie, ma giusto riconoscimento dopo anni di lavoro senza contratto. Credo che la politica non possa e non debba dimenticarci.

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