Contratto sanità privata: marcia indietro anche di Aris

Colpo di scena sul rinnovo del contratto nella sanità privata: in una lettera indirizzata ai vertici della Cimop, il Presidente dell’ARIS Padre Virginio Bebber spiega la marcia indietro. Ecco il testo: 

“Con riferimento all’ipotesi di accordo sottoscritta il 16 giugno 2020, la scrivente associazione deve purtroppo manifestare il profondo disagio nel dover constatare come quasi tutte le Regioni non abbiano nemmeno iniziato, nonostante continui solleciti, alcuna interazione con la parte datoriale.

Non può non riconoscersi ed apprezzarsi il grande lavoro legislativo, interpretativo e di impulso impresso dal Ministro della Salute Roberto Speranza, dal Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini e dal Coordinatore degli Assessori Luigi Icardi, ma quanto sopra non ha ancora prodotto quei provvedimenti concreti, a livello regionale, che rassicurino le nostre Strutture a fronte degli oneri del rinnovo contrattuale.

Il nostro ultimo incontro con la Conferenza delle Regioni del 22 luglio u.s. ha fatto emergere ancora incertezze operative da parte di molte Regioni, tanto da richiedere uno specifico approfondimento da parte dell’area Ospedaliera della Commissione, all’esito del quale approfondimento, si spera, saranno individuate soluzioni omogenee per tutte le Regioni.

Con la speranza di poter ricevere risposte soddisfacenti in tempi brevi, tali da consentire la risoluzione delle problematiche sopra evidenziate, ed assicurando una tempestiva informazione, si porgono cordiali saluti”.

Di seguito la risposta della CIMOP:

Ringrazio per le preziose informazioni che ha voluto condividere con noi medici.

Vorrei tuttavia riportare l’attenzione sul percorso tra Cimop e Aris che si è concluso, con reciproca soddisfazione, con la sottoscrizione dell’ipotesi di intesa del 16 giugno scorso.

Nello specifico, rispetto alla richiesta Cimop di equiparare la retribuzione dei medici della sanità privata ai colleghi della sanità pubblica, l’accordo raggiunto con Aris copre soltanto il 50 % della stessa, e indipendentemente da accordi regionali che potrebbero contribuire alla copertura di tale gap.

Eventuali ulteriori riconoscimenti da parte delle regioni, parimenti a ciò che si è verificato per il ccnl dei non medici, avrebbero dovuto contribuire a raggiungere l’equiparazione delle retribuzioni pubblico/privato con il riconoscimento di un ulteriore 50% sostenuto da contributi erogati dalle regioni.

L’ipotesi di intesa sottoscritta da Cimop e Aris in data 16.06.2020, è dunque svincolata da accordi regionali e, al punto 4 della stessa, si ribadisce la decorrenza dal 1° Luglio 2020 e la ratifica da parte degli organi deliberanti Aris entro il mese di luglio 2020.

Restiamo pertanto in attesa di un Vostro cortese riscontro positivo in merito all’approvazione dell’accordo in sede di organi Nazionali Aris.

Ringraziando per l’attenzione, porgo cordiali saluti.

Il Segretario Nazionale

Dott.ssa Carmela De Rango

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